Patente gratis agli immigrati, la nuova bufala che corre sul web - Shqiptari i Italisë

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Voleva essere uno scherzo, ma in decine di migliaia non l’hanno capito. E così la mandria diventa sempre più grossa

Roma, 24 gennaio 2017 – “Ma davvero c’è ancora gente che crede a bufale come queste?” si chiede ora Gianluca Cotza, che voleva solo scherzare. La risposta è nelle oltre 30 mila condivisioni e la solita tonnellata di commenti pregni di odio, razzismo e indignazione, che l’ennesima panzana anti-immigrati ha collezionato su Facebook.  

L’ha messa in giro sabato scorso proprio Cotza, torinese di origini sarde e cantautore folk, condividendola sul suo profilo Facebook.

Eccola qua: “Mentre eravamo tutti distratti dalla tragedia del terremoto, proprio ieri il Senato ha approvato – con ben 303 voti a favore e solo 116 contrari – la modifica all’art. 126 ter del cod. della strada che prevede l’ottenimento della patente GRATIS per TUTTI GLI IMMIGRATI che la richiedono, e con ben 30 punti iniziali anziché 20 come NOI ITALIANI. SCRIVI BASTA E CONDIVIDI” .

Non poteva non funzionare, creata com’è a tavolino con tutti gli ingredienti della bufala doc, dal razzismo all’incontrario del "tutto a quelli là e niente a noi", fino alla Casta che legifera di nascosto a nostre spese, passando per le tragedie degli italiani che non interessano a nessuno. Cotza ha scritto “BASTA” e in decine di migliaia hanno fatto lo stesso, rilanciando la denuncia a suon di “vergognoso!”, “Schifo”, “Tra poco dovremo dare via pure il c…” e via così.

Quello pseudo Senato risulterebbe così composto da almeno 417 senatori (sono 320, compresi i 5 a vita)? Fa niente. L’articolo 126 ter del CdS non esiste? Vabbè. Non c’è traccia di alcuna riforma di quel tipo nei resoconti di Palazzo Madama della scorsa settimana? Ma chi li ha letti, ma che roba è? Questa è una vergogna, grido “basta”, "basta", "basta" e, naturalmente, condivido…

“Mamma mia quanti creduloni...!” ha scritto Cotza quando ha capito che l’esperimento gli era sfuggito di mano. Così ha modificato il suo post iniziale, in modo che sulle bacheche di tutti quelli che l’hanno condiviso risultasse chiaro che non c’era nulla di vero. Lui lo chiama il metodo del “Cavallo di troia”. 

Intanto, però, la bufala corre veloce, insieme a una mandria enorme – non è la prima e non sarà sicuramente l’ultima – e a tuttti quelli che preferiscono tenere il cervello spento e la fiamma dell’odio accesa.