Komunitet - Shqiptari i Italisë

Le albanesi di Parma fondano il loro Forum. La presidentessa: “È aperto a tutte le donne, senza distinzione di nazionalità, convinzioni, idee e condizioni sociali. Ha come scopo la realizzazione di iniziative diverse, sempre nel ottica del contributo della donna”

Forum donne indipendenti - Foto Rino Balocchi“La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall'aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l'amore".
Cosi Forum Donne Indipendenti, occhi di donne attente e piene d'amore parlano di sè in questa intervista alla presidentessa, Marsida Guri Mehdiu.

“L'idea è nata tanti anni fa, diciamo da sempre. A Parma la comunità albanese è abbastanza integrata ed attiva nella società parmigiana. Ovviamente è innegabile il contributo delle donne, quelle donne che hanno creduto da subito nella comunità, nel talento e nell'unità. Tante, tantissime donne, Lindita Sota, ballerina dei nostri balli tradizionali niente meno che ballerina eccezionale del teatro nazionale albanese, seguita da Loreta Metolli danzatrice che ancora oggi continua a contribuire. Linda Vukaj, fotografa ed artista di Parma e dell' Albania, quante mostre e quanti 8 Marzo abbiamo organizzato insieme. Jonida Dervishhasani, Denada Alimadhi, amante della poesia e dell' arte, Brunilda Xhemo una maestra preparata e di grande passione – dice Marsida Guri Mehdiu alla giornalista Anila Kadija, che la comunità albanese a Parma conosce bene, aggiungendo - Ci sentiamo orgogliose che proprio lei Anila, giornalista, poeta, maestra, volontaria di tante attività, ci intervista per la prima volta. Può sembrare troppo ma è una realtà, il suo contributo personale come donna a Parma è stato importante e lodevole”.

Forum donne indipendenti - Foto Rino BalocchiAnila Kadija: Perché avete creato questo forum, la sua storia?

Marsida Guri Mehdiu: La prima proposta e progetto concreto, è stato dalla nostra collega Elvira Lashi. Lei ha presentato un progetto il quale è stato condiviso da tutte noi. Un Forum Donne all'interno dell'associazione albanese che c'è qua a Parma. Siamo rimaste molto deluse perché il progetto, unico tra l'altro, nelle elezioni del rinnovo associazione è stato accolto con grande resistenza, mai vista prima. Non è stato votato, anzi è stato contestato ed umiliato anche da parte delle persone che oggi dirigono questa associazione. Abbiamo cercato di collaborare al fine di trovare un compromesso ma non vi è stato alcun riscontro positivo anziché abbiamo chiesto di prendere atto su tutto questo ma non abbiamo avuto, nessuna risposta positive. Questa situazione ci è sembrata esageratamente intollerabile senza virgole! Quando nel mondo, la donna dovrebbe godere della libertà di parola ed espressione intesa come espressione fisica e/o morale, quindi creare, discutere, progettare, al contrario ci troviamo di fronte all'ostilità di genere. Per questo motivo ci viene da pensare: e quelle donne nei paesi meno sviluppati, quelle donne, che non hanno nessun diritto ne di protestare di vivere libere?! Abbiamo deciso di creare questo Forum nel giorno dell'8 Marzo 2017 (registrato il giorno nove Marzo), anche nel rispetto di quelle donne che non hanno la possibilità di compiere scelte autonomamente, che non possono esprimere il loro pensiero, talento. Di quelle donne che solo perché donne sono state violentate, umiliate, morte.... per dare un messaggio, chiaro e netto: “Noi possiamo, Noi siamo, la DONNA deve essere INDIPENDENTE!”

Forum donne indipendenti - Foto Rino BalocchiPensate che questo forum, ispirerà anche altre donne al di là di Parma, o è solo un iniziativa condivisa tra di voi per condividere belle iniziative?

Pensiamo e abbiamo constatato che l'idea è piaciuta da altre donne al di fuori di Parma. Abbiamo invitato alcune di loro provenienti da Rovereto, Mantova, Piacenza, Firenze, Bergamo, Ravenna per ricordare la giornata della donna. Tutte hanno abbracciato l'invito con un certo entusiasmo che ci ha dato più forza e ci ha emozionate, insieme più forti e più decise, più capaci, più unite che mai. Pensiamo di avere la capacità e la volontà di fare molto di più di quello che si possa immaginare.

Forum donne indipendenti - Foto Rino BalocchiDescrivi il momento in cui avete discusso l'idea?

Tutto è iniziato quando alle nostre richieste nei confronti dei dirigenti dell'asociazione non abbiamo ricevuto nemmeno una mail di risposta. C'è stato quando abbiamo voluto collaborare con altre associazioni artistiche italiane addirittura a Roma, con un progetto ben preciso e dettagliato. Dopo aver firmato, la nostra associazione alla quale abbiamo dato 10 anni del nostro contributo ha richiesto che il progetto venisse ritirato dal progetto, ancora non se ne conoscono le ragioni. Abbiamo una bellissima lettura con testimonianze di donne albanesi a Parma da molti anni. Nonostante avessimo ottime risorse, tra qui la bellezza e le sensibilità del talento di Elide La Vecchia, non abbiamo mai avuto l'opportunità di creare uno spazio ed usufrire dei loro potenziali. Ci siamo intruse in un evento che abbiamo organizzato con un altra volontaria, ma mai come meriterebbero quei pezzi di vita di noi donne di Parma. Dalla dittatura nascono le più belle libertà, e il nostro Forum Donne Indipendenti, lo sarà. Niente più umiliazioni, niente più offese pubbliche, e questo che pensiamo di raggiungere. Nonostante tutto noi pensiamo che uniti possiamo dare di più. Se un giorno la nostra associazione dalla quale preveniamo, sarà democratizzata, quando le donne ed il loro contributo saranno riconosciuti e rispettati, avremo il piacere di collaborare con pari diritti e dignità.

Forum donne indipendenti - Foto Rino BalocchiÈ un Forum anche per le generazioni, come lo sarà?

Questo Forum ha come scopo di essere aperto a iniziative diverse, sempre nel ottica del contributo della donna. Sostenere e realizzare progetti di carattere femminile e non solo, con alla base il tema della parità e dell'uguaglianza tra le generazioni, azioni volte al contrasto del fenomeno della violenza sulle donne, promuovere iniziative che favoriscano il riconoscimento della specificità nei vari ambiti della vita sociale, familiare e lavorativa. Donne piccole, le nostre bambine, le nostre generazioni, vogliamo creare un luogo e spazio con tanti temi differenti, collaborando anche con specialisti, professionisti nel mondo dell'educazione, attività creative e per il tempo libero. Interagire con individui, istituzioni, enti, associazioni affermando la propria visione e offrendo il proprio contributo, in particolare rispetto a tematiche sociali, educative e familiari. Se iniziamo ad educare le donne già da piccole, con coscienza su se stesse, con la determinazione, con la passione, con la giustizia e il rispetto, con coraggio e istruzione, pensiamo che la società potrebbe essere migliore.

Forum donne indipendenti - Foto Rino BalocchiAvete nel vostro forum donne di altre nazionalità? Sarà aperto per tutte?

Il Forum Donne Indipendenti è aperto a tutte le donne, senza distinzione di nazionalità, convinzioni, idee e condizioni sociali. Abbiamo avuto il sostegno assoluto della vicesindaco Nicoletta Paci e anche del sindaco Federico Pizzarotti in persona. Hanno partecipato con molta disponibilità alla nostra iniziativa. Hanno affermato che di queste iniziative non ce n'e' mai abbastanza. Con il motto “Donne tutto l'anno” la vicesindaco si e complimentata e si è resa disponibile nel collaborare in futuro. Era presente una donna tunisina come volontaria, lei ha portato la sua testimonianza e come oggi, in veste di vicepreside della consulta dei Popoli a Parma, è diventata portatrice della voce di noi donne straniere a Parma.

Ci potete dire il modo con il quale avete pensato di lavorare per attirare altre donne attorno a voi?

Prima di tutto noi pensiamo che una donna ma anche uomo prima di seguirti deve credere nella causa e nelle persone che la rappresentano. Pensiamo di essere persone che hanno gia' dimostrato onesta' e trasparenza. Vogliamo conciliare momenti di creazione e svago a momenti di educazione utili ad accrescere il livello di cultura negli individui che popolano la nostra societa' dove viviamo. Siamo già in contatto con delle grandi compagnie di teatro e laboratori creativi, di centri di formazioni, creando dei seminari dove possiamo spingere ed ispirare donne a reagire, leggere, creare, decidere, educare. A parte tutto questo, vogliamo creare un luogo di divertimento, di fratellanza e far ritornare quel clima di gioia e condivisione, un punto d'incontro dove sentirsi bene.

Forum donne indipendenti - Foto Rino BalocchiAvete una musa che vi accompagna?

Assolutamente si, donne della nostra nazione come la regina Teuta che a parte la sua incantevole bellezza era una combattente, donne di Parma, che tutti i giorni lottano anche pacificamente per raggiungere gli obbiettivi. Parma è famosa anche per la duchessa Maria Luigia, anche lei una donna, non di Parma ma che ha dato sicuramente una visione culturale senza precedenti a questa città. Abbiamo le nostre vite, le persone che hanno fatto il loro percorso vicino a noi dando esempi come le nostre mamme. Il nostro forum è una tavola rotonda dove ne parliamo al femminile.

Intervista di Anila Kadija

 

Nga 5 deri në 15 shtator 2017 për fakultetet e Mjekësisë, Vetërinarisë, Odontoiatrisë, Arkitekturës, Profesioneve të Shëndetësisë dhe Shkencave të arsimit fillor. Vlejnë edhe për studentët e huaj, por ata që jetojnë jashtë Italisë më parë duhet të bëjnë praktikën e pararegjistrimit

Romë, 14 mars 2017 – Ëndërroni të bëheni mjekë, dentistë, veterinerë, arkitektë, mësues, infermierë? Merrni lapsin e shënoni mirë në kalendar. Ministria e Universitetit ka përcaktuar datat e provave të pranimit në kurset universitare me numër të mbyllur studentësh për vitin e ardhshëm akademik. Datat janë të vlefshme për të gjithë ata që do të hyjnë në degët e përmendura, pra edhe për studentët e huaj. Ja kalendari i provimeve të pranimit:

Mjekësia dhe Kirurgjia, Odontoiatria dhe proteza dentare – 5 shtator 2017;
Mjekësia Veterinare – 6 shtator 2017;

Arkitektura – 7 shtator 2017;
Profesionet e Shëndetësisë (Professioni Sanitarie) – 13 shtator 2017;
Mjekësia dhe Kirurgjia në gjuhën angleze – 14 shtator 2017;

Shkenca të arsimit fillor – 15 shtator 2017.

Studentët e huaj që banojnë rregullisht në Itali, do të mund të regjistrohen duke ndjekur procedurën normale të parashikuar për italianët. Ndërsa djemtë dhe vajzat që jetojnë jashtë Italisë më parë duhet të kalojnë përmes procedurës së pararegjistrimit, duke paraqitur kërkesat pranë konsullatave italiane duke filluar nga një datë që së shpejti do të përcaktohet nga ministria e Universitetit.

 

Ligji mbetet i pazbatuar. E kështu çdo vit duhet të vihen në radhë në universitet, në postë e në kuesturë. Peticioni: “Të mos shkatërohen ëndrrat e studentëve duke u mohuar të drejtat e tyre”

Romë, 11 janar 2017 – Ekziston një angazhim që Italia nuk po respekton. Një ligj, të cilin prej tre vjetësh, qeveritë kanë harruar të zbatojnë.

Gusht 2013. Enrico Letta është kryeministër, Cécile Kyenge ministre e integracionit. Qeveria miraton një ligj mbi arsimin që përmban një risi të rëndësishme për studentët e huaj. Thotë që kohëzgjatja e lejeqëndrimit të tyre nuk mund të jetë “më e shkurtër se periudha e ndjekjes, edhe shumëvjeçare, e një kursi studimi të institucioneve shkollore, universitare apo të formimit të lartë artistik, muzikor, koreografik apo e një kursi për formim të certifikuar”.

Duhet të ishte shpëtim, fundi i përtëritjeve të përvitshme. Ndjek një kurs universitar trevjeçar? Do të kesh një leje qëndrimi trevjeçare, edhe se mbetet në fuqi “verifikimi i përvitshëm i ecurisë së suksesshme në studime”, pra duhet të marrësh një numër të caktuar provimesh nëse dëshiron të ruash të drejtën e dokumentit të qëndrimit. Një tjetër e re: “Leja e qëndrimit mund të zgjatet edhe për 12 muaj të tjerë pas përfundimit të studimeve”, ndoshta për të kërkuar punë me njëfarë qetësie.

“Është normë shumë e rëndësishme, - komentonte asokohe kryeministri Enrico Letta - e miratuar apostafat për të qenë më  tërheqës për studentët që nga jashtë vijnë të studiojnë në Itali, një nga problemet më të mëdha të sistemit tonë arsimor”.

Entuziaste edhe Kyenge: ““Ky është një hap i madh për Italinë. Na vë përkrah shteteve të tjera europiane. Duam që universitetet tona të jenë të konkurrueshme, por edhe t’u vijmë në ndihmë shumë studentëve që për vështirësi burokratike nuk arrinin të vazhdonin studimet”.

Gjynah që, në të vërtetë, nuk ndryshoi asgjë. Edhe sot e kësaj dite, një student universitar i huaj, që vjen nga jashtë apo është rritur në Itali, bir imigrantësh, është akoma i detyruar të përtërijë lejen e vet të qëndrimit çdo vit.

Kjo do të thotë që çdo vit duhet të marrë certifikatën e provimeve në Universitet, ta paraqesë bashkë me kërkesën për përtëritjen e lejes në Postë, të shkojë të japë shenjat e gishtërinjve dhe fotot në Kuesturë, ku duhet të kthehet sërish për të tërhequr dokumentin kur të jetë gati, madje ndonjëherë gati duke skaduar. Pra, ndërsa bashkëmoshatarët e tij italianë janë duke studiuar apo dëfryer, ai duhet të rrijë radhave.

Çfarë ndodhi? Pyetja e saktë është: çfarë nuk ndodhi? Në mëse tre vjet, në fakt, në fillim Letta e ministrat e tij, më pas Renzi dhe të tjerët, nuk gjetën kohën apo dëshirën për të shkruar aktet nënligjore apo rregulloret zbatuese të ligjit të ri. Duhet ta kishin bërë brenda 3 muajve, por hiç. Kështu që ajo risi, edhe pse e bukur, mbeti letër pa vlerë. Je student? Hajde në Kuesturë, ja lejeqëndrimi yt, shihemi pas 12 muajsh. Si të mos kish ndryshuar asgjë.

Sot që kemi një qeveri të re, lind pyetja nëse do të kemi ndonjë të re pozitive në këtë aspekt. “Të mos shkatërohen ëndrrat e studentëve duke u mohuar të drejtat e tyre. Ligji është. Zbatojeni!” lexohet në peticionin drejtuar kryeministrit Paolo Gentiloni dhe ministres së Arsimit Valeria Fedeli dhe atij të Brendshëm Marco Miniti të botuar në Change.org nga Elvira Ricotta Adamo e shoqatës QuestaèRoma, bashkë me të tjerë “të rinj të huaj e italianë, që i bashkon dashuria për këtë Vend dhe dëshira për të studiuar këtu”.

“Rregullat e reja dukeshin një kthesë pas shumë e shumë betejash, por nuk ndodhi asgjë. Me përtëritjet e përvitshme, faktikisht mbetesh për muaj me radhë peng i burokracisë, me në xhep vetëm lejen e skaduar që veç të tjerash nuk të lejon të lëvizësh në Evropë” shpjegon Ricotta Adamo për Stranieriinitalia.it. “Një vështirësi më shumë, që shkurajon zgjedhjen e ndjekjes së studimeve në Itali, që i shtohet bursave të pakta të studimit dhe të tjerave probleme kronike. Të mos habitemi pastaj që universitetet italiane janë kaq pak tërheqëse në shkallë ndërkombëtare”.

Si është e mundur që nuk arrihet të vihet në jetë ai ligj? Problemi mund të qëndrojë, ashtu si për vetëdeklarimet, në pamundësinë e vënies në komunikim të bankave të të dhënave të universiteteve me ato të ministrisë së Brendshme, për të verifikuar automatikisht provimet e marra. “Po si mund të paralizohet një reformë kaq e rëndësishme për një çështje procedurash? Nga viti 2013 deri më sot, akoma nuk kanë arritur të gjejnë një zgjidhje? Mund t’u përmirësojnë jetën dhjetëra mijëra të rinjve, ka ardhur koha të tunden”.

Elvio Pasca

 

Mbresa nga një takim i veçantë
Nga Astrit Çela

“Shqiptarët kuqezi nga të gjitha trevat tona na kanë emocionuar, gëzuar dhe na kanë bërë shumë krenarë për skuadrën tonë kombëtare të futbolit, për Kombin dhe për flamurin tonë. Kisha kohë që dëshiroja të kishim Misterin Gianni De Biasi mes nesh, këtu në Milano, pas atij kualifikimi historik në Evropianin Francë 2016. Ato ditë të paharrueshme i kemi të gjithë në mendje dhe zemër, sidomos ndeshjen me Francën në Marsejë, por edhe atë triumfuese me Rumaninë në Lion.

Dhe dita erdhi, në kantinën Vigne olcru, në një ambient elegant, u organizua mbrëmja "Jam kuqezi ". Para kantinës valëvitej flamuri ynë kuqezi, aq sa dukej që ne aty ishim në shtëpinë tonë. Ambienti prej 160 vendesh i gjithi i prenotuar, dhe për t’u përmendur është se, përveç De Biasit, aty na nderuan edhe nga Konsullata Shqiptare në Milano, Konsullja e Përgjithshme Anila Pojani, dhe shumë të ftuar të tjerë.

Që në fillimin e këtij eventi mbresëlënës, miqtë dhe simpatizantët e Kombëtares sonë filluan të përshëndeten e përqafohen me misterin, natyrisht siç e respektojmë ne shqiptarët mikun. Por, aty ishte edhe një delegacion nga Ankona me 13 vetë "skuadra Aquila ", mes tyre dhe ish-lojtari i Serie A, Enzo Gambaro.

Nën tingujt e muzikës shqiptare, valëvitjen e flamurit shqiptar dhe, më e bukura, me shishen e verës “Jam kuqezi", të realizuar posaçërisht për këtë ngjarje, falë kontributit special të firmës “Gruppo Koni” me President Masimiliano Brombila, aty Shqipëria u ndie krenare me të ftuarin e saj special.

Ne shqiptarët, në veprimtari të tilla nuk harrojmë edhe Himnin tonë Kombëtar, i cili nga zëri melodioz i Elvana Gjatës na solli drithërimat e zakonshme, e na bëri të ndihemi edhe më krenarë në këtë mbrëmje.

Pas falënderimit të De Biasit, përshëndetjes së konsulles Pojani dhe fjalimit e presidentit të “Albania Futuro”, mbrëmja u shoqërua nga një kuartet folkloristik "Berati" me klarinetist Artur Nallbani, si dhe me fotografitë nga zoti Fabrizio Smisci. Por, për ne nuk mund të mos përmendej aty edhe kontributi i çmuar i ndërmarrjes “Cogesa srl” me zotin Sajmir Gjini, ndërmarrja e mikut Erzen Rexha, “Isolsistemi” me zotin Eduart Laçaj, njëherësh edhe përshëndetje e prekshme që iu bë mikut tonë që nuk jeton Jani Çelano.

Nga kjo veprimtari e bukur “alla-shqiptarçe”, nuk mund të mos kujtoj thjeshtësinë, edukatën, fisnikërinë dhe mënyrën se si u soll Misteri me të gjithë të ftuarit e komunitetit shqiptar. Foto, autografe, përqafime dhe në fund, me avujt e rakisë së Skraparit, për ta mbyllur me foton e shqiponjës, të “qëndisur” me duart e të gjithëve.

Ishte një mbrëmje e mrekullueshme kjo në zemrën e Lombardisë, që Shoqata “Albania Futuro” e dëshironte shumë, duke uruar si mbyllje, që të jetë një ogur i mirë për ndeshjen që do të zhvillohet më 24 mars 2017 në Palermo, mes Italisë e Shqipërisë.

 

 

 

 

Il primo cittadino di Brugnera rimanda a casa un altro aspirante cittadino. “È analfabeta, come rispetterà le nostre leggi?”

Roma, 21 dicembre 2016 – Il sindaco Ivo Moras non si rassegna. Nella sua Brugnera, novemila anime in provincia Pordenone, la legge e i richiami del ministero dell’Interno non sembrano arrivare. 

“Non si può dare la cittadinanza a chi non conosce l’italiano” dice il primo cittadino, che lunedì scorso ha rimandato a casa un immigrato senegalese a cui mancava solo il giuramento, l’ultimo passo per  diventare italiano. “Non è stato in grado – spiega - di pronunciare alcunché, dichiarando al sottoscritto e all’impiegata di non saper leggere, di essere analfabeta”. 

Chi non pronuncia il giuramento, non può diventare italiano. Su questo, c’è poco da discettare. Moras però è andato oltre. Il giorno stesso ha inviato al Prefetto e al Procuratore di Pordenone una denuncia “contro chi ha promosso e avallato tale cittadinanza”, quindi contro lo stesso il ministero dell’Interno. Secondo lui, infatti, non si può far diventare italiano un analfabeta. 

Questo il ragionamento del sindaco: “Il cittadino senegalese non sa leggere. Non sapendo leggere non può nemmeno conoscere le norme su cui va a giurare, ed in generale non può conoscere le norme su cui si basa l’ordinamento italiano. Non conoscendo la Costituzione e le leggi su cui dovrebbe prestare giuramento, quale garanzia ha lo Stato italiano che poi lo stesso le rispetti?”.

Moras chiede quindi a Prefetto e Procuratore come comportarsi. Deve considerarsi “un mero esecutore di decisioni e valutazioni compiute da altri”? La legge gli impone “di procedere in ogni caso” e “di far finta di non aver riscontrato carenze così gravi come la mancata conoscenza della nostra lingua”?

Domande legittime, però a Moras e a tutti gli altri sindaci con gli stessi dubbi le risposte sono già arrivate. 

Proprio il sindaco di Brugnera un anno fa aveva negato al cittadinanza a un altro immigrato che non sapeva l’italiano. Il caso era finito in Parlamento con un’interrogazione e l’allora titolare del Viminale, Angelino Alfano, aveva ricordato che la legge “non attribuisce all'ufficiale di stato civile e a nessun altro alcun potere di intervento per controllare, all'atto del giuramento, l'effettivo stato di conoscenza della lingua italiana ed esercitare al riguardo una qualsiasi forma di opposizione”. 

All'epoca, Moras si adeguò e fece giurare l’aspirante italiano, un immigrato nigerino. Dovrà adeguarsi anche stavolta, appena l’immigrato senegalese che ha rimandato a casa sarà in grado di dire: “Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi”.

EP

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Cena e degustazione vini nella cantina Vigne Olcru a Santa Maria della Versa (PV). Organizzata da Albania & Futuro, il 15 dicembre 2016, alle ore 20.00

Il 15 dicembre 2016, l’associazione Albania & Futuro organizza “Unë jam Kuqezi”, una festa rossonera nel cuore della Lombardia, a Santa Maria della Versa, comune famoso per i vigneti di Pinot Nero e per le tante cantine.

“Quest’anno volevamo festeggiare l’Indipendenza omaggiando la nostra nazionale di calcio che l’estate scorsa ci ha regalato tanti momenti indimenticabili in Francia durante l’Europeo” ci dice Astrit Çela, presidente di Albania & Futuro. “Quindi abbiamo scelto di invitare Gianni De Biasi e brindare assieme a lui con un bicchiere di vino rosso confezionato appunto per l’occasione, nella cantina Vigne Olcru, testimonial della Lombardia nell’EXPO 2015”. Nella serata, oltre all’allenatore della Nazionale albanese De Biasi, saranno presenti anche Anila Pojani, console generale d’Albania a Milano, Massimiliano Brambilla, presidente Vigne Olcru, e Astrit Çela, presidente di Albania e Futuro

L’appuntamento è per il 15 dicembre, ore 20.00 cantina Vigne Olcru in via Buca 26/a, Santa Maria della Versa (PV). Per prenotazioni contattare a 338 4603270 oppure albania.futuro[at]gmail.com.

 

Sull’incontro per la presentazione del volume di Musine Kokalari “La mia vita universitaria – Memorie di una scrittrice albanese nella Roma fascista (1937-1941)” organizzato dall’associazione Occhio Blu - Anna Cenerini Bova

Venerdì 21 Ottobre, diversi cultori della letteratura albanese si sono riuniti nella Biblioteca dell’Archivio dello Stato per partecipare ad un evento culturale. L’evento, che ha spinto le persone a sfidare le sorti di una Roma andata in tilt, per via di uno sciopero, imprevisto e selvaggio, dei mezzi pubblici, aveva una notevole importanza per noi albanesi, in special modo per noi donne albanesi, che siamo lettrici e amanti delle donne scrittrici.

In mezzo a tanti volumi antichi, custoditi con cura all’interno della suggestiva Aula Alessandrina, si sono aperte le pagine di un libro nuovo, che lascia volare una colomba bianca, segno di pace, perché di pace si tratta, perché vogliamo regalare un po’ di pace ad un’anima martoriata, vogliamo dare voce a parole taciute per lungo tempo, vogliamo conoscere e leggere una storia accaduta tanti anni prima, ma non tanto tempo fa.

Sto parlando di Musine Kokalari e del suo volume La mia vita universitaria, una breve ma intensa storia biografica, che ospita le Memorie di una scrittrice albanese nella Roma fascista (1937-1941), curate da Simonetta Ceglie e Mauro Geraci, con all’interno un saggio del poeta albanese Visar Zhiti.

Ha aperto la presentazione l’ex ambasciatore Mario Bova, nonché presidente dell’associazione Occhio Blu, che ha ringraziato tutti i presenti ed ha elogiato la tenacia e la passione con cui Simonetta e Mauro hanno lavorato per portare alla luce fogli rimasti chiusi in scaffali sconosciuti, al punto che lui, dopo aver letto quelle pagine, ha voluto sostenere questa iniziativa.

L’ambasciatore ha sottolineato di essere rimasto colpito scoprendo una cultura di base classica, emersa durante la lettura del libro La mia vita universitaria. L’ambasciatore, che ha vissuto in Albania, è un conoscitore profondo della nostra cultura,ed ha sostenuto di essere fermamente convinto di avere incontrato la prima scrittrice albanese ‘moderna’. Un concetto di modernità, individuabile attraverso la lettura dell’autobiografia di Musine, che va collocato nel e concepito insieme al periodo in cui è stata scritta, tra il 1937 e il 1941, ossia i quattro anni del percorso universitario.

Però, proprio per via di questa sua ‘modernità’, quelli che dovrebbero liberare l’Albania dalla tirannia dell’usurpatore per regalarla ai suoi figli albanesi, liberi e moderni, diventano i più terrificanti aguzzini di Musine, come donna, come donna pensante, come donna albanese moderna, nonché i più spietati massacratori della sua intera opera letteraria.
Il regime di Hoxha si rivela da subito uno dei regimi più sanguinosi della storia contemporanea, e Musine, donna dal carattere deciso e dalle idee chiare, appena laureata in una delle più prestigiose Università dell’Europa Occidentale, non esita ad esprimere con grande tenacia la sua totale contrarietà a qualsiasi forma di totalitarismo.
Dunque, si tratta non solo di una conoscitrice della letteratura, ma soprattutto di una donna dalle idee chiare, che sceglie con coraggio da quale parte stare, mentre - ahimè per lei -, chi si trova dall’altra parte decide il suo destino e quello dei suoi due fratelli, fucilati senza processo e senza pietà.
Prima di concludere per lasciare la parola al poeta Visar Zhiti, l’ambasciatore ha promesso che in futuro sarà sua cura aiutare i due studiosi nel loro lavoro, affinché l’intera opera letteraria di Musine possa venire alla luce e prendere il posto che le appartiene nella letteratura albanese.

Il nostro poeta Visar non è riuscito a trattenere l’emozione. Zhiti ha vissuto sulla sua pelle la tirannia, perché durante gli anni del regime, quando lui era ancora molto giovane, aveva cominciato ad esprimere le sue idee attraverso opere letterarie che il regime le classificava come anticonformiste, ragion per cui fu imprigionato per molti anni.
Visar ha voluto ringraziare di cuore la casa editrice Viella per aver pubblicato le Memorie, ed ha ribadito la totale mancanza di volontà da parte delle case editrici albanesi.
Visar ha parlato di “carte che diventano libro”, quelle carte nascoste tra gli scaffali albanesi che vedono la luce in Italia, grazie alla passione e tenacia di Simonetta e Mauro, supportati dall’associazione Occhio Blu e dalla volontà del suo presidente Bova - che si è mostrato più albanese degli albanesi stessi.
Queste memorie, per nostra fortuna, sono state salvate, tuttavia altri scritti furono bruciati durante gli anni della dittatura.
Zhiti ha definito Musine una donna emblematica che, nonostante la sua giovane età, ha suscitato un enorme interesse presso i più noti scrittori dell’epoca, come si evince dalla sua corrispondenza con Lasgush Poradeci, Ernest Koliqi, e il suo professore del liceo Aleksander Xhuvani.
Musine nasce e cresce nel seno di una famiglia di intellettuali. Il padre è un noto avvocato, che aveva fatto rientro in Albania, dopo avere vissuto per anni in Turchia, terra nativa di Musine. I tre fratelli di Musine sono noti professionisti, e Zhiti ha sottolineato che in tempo di guerra avevano scelto i libri.
Quando Musine è stata arrestata, in una foto arrivata a noi appare triste per via della scomparsa dei suoi cari fratelli, ma allo stesso tempo scorgiamo una donna fiera delle sue idee, forte nelle sue convinzioni e irremovibile nelle sue decisioni.
Sono riusciti a toglierle le gioie della vita, tutte le gioie, ma non sono riusciti a toglierle la luce, quel raggio di luce che oggi ci illumina e ci saluta, perché la sua anima sta qui con noi, in mezzo a noi.
Zhiti ha concluso ricordando l’importanza di questa giornata, perché l’anima di Musine è stata vista rinascere.  

La parola è passata poi ad una donna albanese, la signora Nevila Nika, responsabile dell’Archivio dello Stato Albanese. Questa piccola donna, che regala energia positiva, grazie alla sua voce squillante ed al suo italiano perfetto ci ha raccontato la fatica fatta da lei e dai suoi colleghi per riuscire ad individuare i fascicoli appartenenti a Musine. Tutto quello che è stato sequestrato alla famiglia Kokalari è stato gettato nell’archivio, ma alcuni fascicoli appartenenti al fratello di Musine sono stati attribuiti erroneamente a lei. Qualcosa, per fortuna, è stato salvato dal rogo, ma non la casa dei Kokalari.
La signora Nevila ha detto di sentirsi fortunata di poter svolgere questo lavoro perché, avendo trovato il giusto compromesso tra la volontà e la pazienza, e con l’aiuto di un pizzico di fortuna, lei ed i suoi colleghi sono riusciti a consegnare nelle mani di Simonetta e Mauro il materiale per realizzare il presente volume.
Dalla corrispondenza di Musine con il suo professore Aleksander Xhuvani e con Poradeci e Koliqi, si evince che questi “uomini dai capelli bianchi”, come li definisce la signora Nevila, poeti che hanno fatto la storia della letteratura albanese, consideravano Musine come una loro collega, una scrittrice sulla quale avevano riposto fiducia ed alla quale avevano chiesto collaborazione in vari aspetti della vita culturale.
Oggi stiamo raccogliendo i frutti di un lavoro molto lungo e altrettanto delicato nella sua specie, tuttavia siamo anche coscienti che avremmo potuto avere molto di più, se questa meteora non si fosse schiantata sul terreno sbagliato.

 

“Meteora”, cosi il professor Ardian Ndreca ha chiamato la Muza spenta (Muza è il soprannome di Musine).
Stile, eleganza e grande professionalità hanno accompagnato l’ultimo relatore della serata, il professor Ndreca, il quale ci ha invitato a riflettere sul titolo della collana: Le memorie restituite. Nel caso dell’opera di Musine, il professor Ndreca ha parlato di ‘memoria restituita’, come qualcosa che ci è stato tolto ingiustamente e oggi ritorna più forte che mai. Ndreca ha ringraziato infinitamente la passione e la devozione con cui i curatori hanno realizzato l’opera.
Musine cresce in una famiglia intellettuale. Tutti i maschi della famiglia sono stati istruiti all’estero, e così decidono di mandare anche Musine a studiare nella grande metropoli, nella città eterna.
Musine lascia la sua piccola città, anzi, la sua strettissima realtà, un piccolo mondo fatto di case basse e vicoli tortuosi, dove si sentono le voci dei bambini che si mescolano con il belare delle pecore.
Viene catapultata nella grande metropoli, dove si scopre sola e sconsolata. Tutto ciò che la circonda ostenta grandezza, una tale grandezza che al confronto lei si sente ‘piccola e dispersa’.
Ndreca ha ricordato che lei ‘e entrata in punta di piedi’ in questa realtà romana e, in seguito, nelle sue Memorie, lei ha descritto tutto con ‘l’inchiostro della melanconia’, scoprendosi pigra, soprattutto annoiata, in alcune giornate grigie o in altre, quando la pioggia bagnava le strade della città.
Trova pace nell’arte. Lei è amante dell’arte, riesce a fornirci tanti particolari su alcune chiese della capitale, si sofferma sui piccoli dettagli, mostrando un’anima curiosa e allo stesso tempo pignola.
Rimane delusa dal sentimento dell’amicizia, dal sentimento di un amore nato ma svanito subito, motivo forse lo scontro culturale, lei donna albanese e in più musulmana, lui incoerente, tra il coraggio che doveva dimostrare andando in guerra e quello che gli mancava nei confronti di Lei, di dirle semplicemente la verità, quella che Musine scoprirà da sola.
Donna ironica, autoironica, nonostante studiasse all’Università, ogni volta che faceva ritorno a casa non perdeva occasione di chiedere alle vecchiette le canzoni e i racconti etnografici. E le vecchiette, stupite che una ragazza moderna si occupasse di canti o racconti del paesello, la prendevano in giro cantando e recitando il loro mondo, mentre Musine scriveva quello che in seguito sarebbe diventato il suo primo libro:
Seç më thotë nëna plakë.
Musine in così giovane età, prova da vicino il dolore altrui. Le muore un parente al San Giacomo di Roma, dove si rende conto che gli anziani sono aggrappati alla vita dei più giovani, mangiano più di loro, come se sapessero che gli è rimasto molto poco da vivere, e non volessero andare via.
Musine verrà salvata (si salverà) dalla bellezza di Roma.
Vive la lotta interiore e si chiede se si può essere liberi, senza essere sovrani.  Prova il sentimento del dubbio, dell’abbandono ma al contempo sa estraniarsi, perché si sente albanese quando i soldati italiani girano e parlano ‘una lingua straniera per le strade di Tirana’.
Il 28 Novembre del 1942 si laurea all’Università La Sapienza in Letteratura Albanese, con una tesi scritta in italiano e premiata con il voto 110/110 e lode.

Alla fine Simonetta Ceglie e Mauro Geraci hanno ringraziato i presenti e hanno invitato la sottoscritta a leggere dei brani del libro: Le mie memorie Universitarie.

Ho salito per anni le stesse scale, ho frequentato le stesse aule e mi sono laureata nella stessa facoltà dove si laureò Musine, anni indietro.

Ho scoperto l’opera di Musine Kokalari, ho scoperto la Donna Musine e ho pianto. Ho pianto per la sua vita ed anche per la vita di noi donne nate con lei e dopo di lei, perché ci hanno privati di una illuminatrice, di una letteraria, di un’insegnante, di una madre, di una nonna, privati della possibilità di vivere nella nostra terra mentre tante Muse esprimevano il loro pensiero liberamente.

Eliza Çoba

 

L’associazione Scanderbeg di Parma, tra le più attive nel panorama italiano delle organizzazioni albanesi e italo-albanesi, organizza anche questo novembre una serie di eventi in occasione delle due feste nazionali del 28 e 29.
Da dieci anni consecutivi, gli eventi di questo mese vengono chiamati “La settimana della cultura albanese”, ma di anno in anno il termine “settimana” gli sta sempre più stretto, sia per quantità che per durata. Infatti, gli eventi di quest’anno cominciano domani, 12 novembre, con una mostra fotografica su Madre Teresa, e si concludono venerdi 2 dicembre, con la presentazione del film documentario L’Attesa (Pritja).
“La settimana della Cultura albanese 2016”, che ha il patrocinio del Comune di Parma e dell'Università degli Studi di Parma, e il coninvolgimento di FARE, della Consulta dei Popoli, del Centro Interculturale di Parma e di Giornale Armonia.it, è stata presentata la lunedì scorso con una conferenza stampa al Comune, in cui hanno preso la parola Francesco Cirillo, il capo di gabinetto del sindaco, Vojsava Tahiraj, presidente dell'Associazione Scanderbeg, Bajram Hila, vice presidente e Bianca Laura Perlini, membro del consiglio direttivo.

Di seguito, in dettaglio tutti gli eventi di questo novembre festivo:

SETTIMANA DELLA CULTURA ALBANESE 2016

1 – “Madre Teresa di Calcutta, La santa di origine albanese”. Mostra fotografica dedicata e accompagnata dalla musica classica contemporanea e dalla lettura di poesie della stessa Madre Teresa. Con la testimonianza di Don Umberto Cocconi che incontrò la Santa a Parma nel 1987.
Sabato 12 novembre ore 17.00 – Chiesa di San Rocco, Str. Dell'Università, 10 - Parma

2 – “Tolleranza e comunicazione-Lo sport unisce” – torneo di calcio a cinque con la partecipazione di altre squadre di diverse associazioni.
Domenica 13 Novembre ore 10 .00 – Campo di calcio Amorini loc. S.Pancrazio, Parma

3 – “Letteratura albanese, Ismail Kadare e le sue opere” – con gli studenti dell'Istituto Giordani per conoscere il più grande scrittore della letteratura albanese contemporanea conosciuta a livello mondiale.
Venerdì 18 Novembre ore 11.00 – Istituto Pietro Giordani, Parma

4 – “Trid C’me L'Albania” – Il Paese delle Aquile presentato dai parmigiani – ospite speciale il Sindaco di Parma Federico Pizzaroti il quale ha visitato l'Albania a settembre.
Sabato 19 Novembre ore 17.00 – Biblioteca Civica. Vicolo S.Maria, 5 – Parma

5 – “Non Solo l’Inno della Bandiera/Jo Vetëm Himni i Flamurit”- Qualche curiosità su altri “inni nazionali” albanesi, agli albori della indipendenza. Paolo Muner presenta il suo libro. Con la Partecipazione del Prof. Alessandro Duce.
Lunedì 21 novembre ore 17.00 - Università degli Studi di Pama, Str. Dell'Università, 1 (Aula Cavalieri)

6 – “Unë kam vrarë/Ho ucciso” - Incontro con la giornalista e autrice albanese Eni Vasili. Un viaggio al interno delle carceri femminili albanesi. Con la partecipazione della Prof.ssa Vincenza Pellegrino dell'Università di Parma.
Sabato 26 Novembre ora 10.30 – Centro Interculturale. Via Bandini, 6- Parma

7– Cena tradizionale - con soci e amici dell'associazione. Canti e balli tradizionali accompagnati dalla cucina parmigiana.
Sabato 26 Novembre ore 20.00 - Hotel San Marco. Ponte Taro – Parma

8 – “L’Attesa” (Pritja) - Presentazione dell'ultimo documentario di Roland Sejko. Il documentario usa il viaggio di Papa Francesco in Albania come punto di partenza per fare una dissezione della dittatura comunista nel paese, dichiaratamente l’unico paese ateo del mondo, nella sua guerra contro la libertà di pensiero e di fede per imporre la propria dottrina di ‘religione comunista’.
Venerdì 2 Dicembre ore 21.00 – Cinema Edison. Largo otto Marzo, 9 – Parma

Per ulteriori informazioni si potrebbe contattare l’associazione Scanderbeg al numero: 370.31.13.981 oppure via e-mail all'indirizzo: info[at]scanderbeg.org

 

Jam me lejeqëndrim për studime që më skadon së shpejti. Sapo kam mbaruar universitetin por akoma nuk kam gjetur një punë. A mund të konvertoj lejen që kam në leje për pritje punësimi?

Studentët e huaj, në prag të skadimit të lejeqëndrimit për motive studimi mund të kërkojnë një leje për pritje punësiminëse akoma nuk kanë gjetur një punë pas diplomimit.Por për të paraqitur kërkesën për konvertim, i interesuari duhet të ketë marrë diplomë universitare trevjeçare ose të specializimit, ose doktoraturë apo master universitar në Itali siç parashikon dekreti legjislativ 286/98.

Para skadencës së lejes së qëndrimit për motive studimi e pasi të ketë marrë një prej kualifikimeve të sipërpërmendura, aplikuesi duhet të shkojë në Qendrën për Punësimin të qytetit ku jeton për t’u regjistruar në listat e punëkërkuesve.

Pasi të ketë bërë regjistrimin, me dokumentacionin që i lëshon Qendra për Punësimin, mund të paraqesë kërkesën për lëshimin e lejeqëndrimit për pritje punësimi. E bën në një Sportello Amico të zyrave të postës, duke përmbushur të dy formularët që gjenden në kompletin e postar.

Kërkesës për lejen e qëndrimit duhet t’i bashkëngjisë në fotokopje edhe:

  • Faqet e pasaportës që përmbajnë të dhënat personale, vulat e ndryshme të përtëritjes, të hyrjeve dhe daljeve si edhe të vizave;
  • Regjistrimin në listat e punëkërkuesve;
  • Diplomën universitare të mbrojtur në Itali;
  • Lejeqëndrimin aktual;
  • Kodin fiskal;
  • Pullë-taksë 16,00 €.

Gjithsej i kushton: 16,00€ pullë taksa dhe 30,46€ për prodhimin e lejeqëndrimit elektronik (shumë që paguhet me buletinin postar që gjen në zarfin e kompletit të formularëve) dhe 30 euro për nisjen e kompletit të formularëve.

Leja e qëndrimit për pritje punësimi do të lëshohet me kohëzgjatje njëvjeçare, brenda të cilës i huaji duhet të gjejë një vend pune, sepse ky tip lejeqëndrimi nuk është i përtëritshëm por mund të konvertohet në leje për punë të varur, të pavarur apo për motive familjare nëse i huaji përmbush kriteret e parashikuara për secilin prej këtyre rasteve.

Maria Elena Arguello, Stranieriinitalia.it

In italiano: Il permesso per studio può essere convertito in un permesso per attesa occupazione?

Shqiptari i Italisë
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