Komunitet - Shqiptari i Italisë

Modena, Bologna e soprattutto Parma, sono state le tappe della visita del ministri dell'Istruzione, gioventù e sport, Lindita Nikolla e per la Diaspora, Pandeli Majko, dal 25 al 27 marzo. Tantissimi, gli appuntamenti organizzati dall’associazione Scanderbeg Parma, da oltre 10 anni molto attiva nel territorio

 

Un tour de force decisamente all'altezza dell'evento quello organizzato dall'associazione albanese Scanderbeg Parma per la prima visita in 27 anni di migrazione albanese di non uno ma ben due ministri dell'attuale governo Rama albanese: Il ministro dell'istruzione, gioventù e sport, Lindita Nikolla e il ministro per la diaspora, Pandeli Majko. Quest'ultimo una new entry in assoluto nella storia dello Stato albanese. Un ministero, quello rispondente a Majko, senza portafoglio che svolge la sua missione andando a trovare le varie comunità albanesi in giro per il mondo per conoscere le loro condizioni sociali, cosa le occorre e come rappresentarle.

Promotore della visita di tre giorni (25-27 marzo) in Emilia Romagna, con prevalenza a Parma,  è stata l'Organizzazione Internazionale della Migrazione (IOM) rappresentata da Genc Pjetri e la Cooperazione italiana per lo sviluppo (CIS) in Albania rappresentata da Endri Xhaferaj.
Il progetto che i due enti stanno realizzando in partnership con il governo albanese che li affianca il ministro della Diaspora prevede l'incentivazione all'investimento dei cittadini albanesi all'estero in madre patria non solo economicamente ma soprattutto di adempiere alla grande necessità che si incontra in Albania di conoscenze tecniche, formazione di alto livello e specialisti in svariati ambiti dell'economia. Quindi rimpatriare il know-how che hanno acquisito fuori dal Paese delle Aquile.

Data la grande presenza della comunità albanese a Parma, dove opera l’associazione Scanderbeg, e il costante e fruttuoso lavoro svolto nei suoi quasi 12 anni di vita, dando vita ad eventi culturali,  mostre, feste, catene di beneficienza e la scuola di lingua albanese, l'associazione ha esteso l'invito a partecipare a questi due giorni di approfondimenti da parte delle istituzioni albanesi in Emilia Romagna anche al ministro dell'istruzione, gioventù e sport, Lindita Nikolla, la quale si è detta entusiasta dell'immenso lavoro che gli albanesi hanno svolto per far conoscere l'Albania, integrandosi senza farsi assimilare. Tra le attività più a cuore della ministra ovviamente la squadra di calcio Scanderbeg, più volte campione provinciale e la scuola di lingua albanese. Entrambe fortemente volute dall'associazione e ragione primaria dell'invito esteso al ministro.

Il tour emiliano-romagnolo organizzato da Scanderbeg Parma per i ministri Majko e Nikolla è iniziato domenica 25 marzo, con gli incontri con la comunità albanese a partire da Modena, in collaborazione con l’associazione Madre Teresa e poi in una sala gremita di gente a Parma. Ai cittadini Majko ha spiegato come sia chiara la necessità di una legislazione in merito alla diaspora che aiuti sia lo Stato albanese e gli albanesi fuori confini a collaborare per l'integrità economica e culturale dell'Albania e dei suoi migranti e come su questo il governo stia già lavorando con la creazione di una sotto commissione parlamentare e del Comitato Statale per la Diaspora, l’approvazione della legge sull’Agenzia della Diaspora, la votazione in linea di principio del disegno di legge sulla diaspora e il disegno di legge sul fondo di sviluppo.

Nikolla invece, ringraziando dell'invito diretto l'associazione Scanderbeg e unendosi ai complimenti che anche Majko aveva esposto prima alla comunità per il suo grandissimo lavoro svolto nel difendere e diffondere la cultura albanese, ha sottolineato l'importanza che queste iniziative vadano avanti e siano anche incentivate dallo Stato albanese. “Per riuscire a misurare e tarare le capacità dei nostri ragazzi studenti all’estero - ha spiegato Nikolla, - per la prima volta viene realizzato un registro dati, focalizzato soprattutto sul numero degli studenti albanesi all’estero. Vogliamo che non perdano le loro radici inorgogliendo l’Albania con i loro risultati e soprattutto che tornino a investire il loro sapere e formazione”

Alla fine degli interventi da parte della delegazione albanese le domande dei partecipanti hanno toccato temi importanti come la lingua ufficiale, il diritto del voto, il calcolo pensionistico ed anche proprietà terriere. In dimostrazione questo di quanto i migranti albanesi hanno sentito la mancanza della presenza delle istituzioni dell'Aquila bicipite in questi 27 anni. 

Dopo l'incontro con la comunità, sempre domenica scorsa a Parma vi è stato un summit tra Majko e piccoli e medi imprenditori d'origine albanese nella regione arricchito di domande sui costi di eventuali investimenti e la tutela dei patrimoni investiti.

Il primo giorno di incontri si è concluso con l'impegno che il ministro Nikolla si era preso accettando l'invito, visitando gli insegnanti della scuola albanese Scanderbeg insieme al ministro Majko. Una visita conclusa con l'impegno da parte del ministro Nikolla di fornire i strumenti alla didattica ed i complimenti per il lavoro svolto. 

"Dobbiamo - ha detto Majko - chiedere che il ruolo degli insegnanti della lingua albanese sia riconosciuto dal sistema lavorativo italiano ed anche quello albanese".

Lunedì invece è stato dedicato all'incontro con i studenti albanesi all'università di Parma, impreziosito dalla presenza del Prorettore Sara Rainieri, la quale ha risposto prontamente, nonostante i strettissimi tempi di preavviso, all'invito di partecipare e ha colto con molto entusiasmo la possibilità di creare una rete di scambio di studenti tra Parma e Albania rendendosi disponibile con  Darina Zeqiri, parte dell'associazione Scanderbeg, di organizzare per IOM e CIS un incontro con tutti gli studenti albanesi dove spiegare dettagliatamente il progetto di rimpatriare conoscenza e formazione ed aiutare a portarlo avanti.

Dopo la visita all'università lunedì scorso, la delegazione del ministro della diaspora albanese ha visitato illustre aziende gestite da concittadini e proprio del loro contributo al sistema produttivo ed economico hanno parlato durante l'incontro con il Presidente della CNA di Parma, Paolo Giufreddi, fortemente voluto da Shpendi Ndreu, rinomato imprenditore e fondatore della squadra di calcio Scanderbeg. Il tour dei ministri a Parma si è concluso con la visita ufficiale in comune di Parma dove a riceverli c’era l'assessore all'associazionismo e cooperazione internazionale, Nicoletta Paci, il presidente del consiglio comunale, Alessandro Tassi Carboni, e il consigliere comunale, Leonardo Spadi. Hanno accompagnato la delegazione albanese Vojsava Tahiraj, mediatrice culturale e Marion Gajda, consigliere aggiunto, nonché entrambi parte del gruppo direttivo dell'associazione Scanderbeg.

Il martedì invece, grazie alla collaborazione dell’associazione Tutti Insieme con l’organizzatrice Scanderbeg Parma,  i ministri si sono fermati a Bologna, dove hanno avuto l’incontro istituzionale prima con la Presidente dell’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna, Simonetta Saliera, e poi con il sindaco bolognese Virginio Merola il quale sarò a Tirana il mese d’aprile su invito di Veliaj, primo cittadino di Tirana, nell’ottica di un rafforzamento dei rapporti e di partnership tra le due città. Con l’incontro con la comunità albanese a Bologna tenutosi nell’aula Manzi dell’Assemblea legislativa i due ministri albanesi hanno adempiuto alla loro agenda in questo viaggio di 3 giorni.

I tanti eventi organizzati hanno lasciato sicuramente colpiti i ministri i quali si sono trovati davanti ad una comunità albanese, soprattutto quella di Parma, assolutamente integrata e impegnata a valorizzare la cultura albanese. 

Una comunità rappresentata dall'associazione Scanderbeg che ha coordinato tutti gli incontri sempre all'altezza degli impegni e che può offrire tanto non solo alla comunità che la vive ma anche all'Albania stessa. 

Le parole di apprezzamento e di sostegno morale espresse dai ministri in questi due giorni nei confronti della comunità vogliano diventare qualcosa di concreto nello sviluppare il progetto della IOM e Cooperazione italiana per lo sviluppo in Albania in partnership con il governo offrendo all'Albania non solo i risparmi e gli aiuti economici dei suoi migranti ma soprattutto esperienze, competenze, visione e formazione che possa competere con i suoi ambiti parenti europei.

 

 

 

Di Adela Kolea

Il 16 marzo alle ore 17.00, presso l'Aula dei Filosofi, in via Università 12 a Parma, ha avuto luogo il convegno dal titolo "Donne migranti e integrazione. Il caso albanese", organizzato dalla rivista Confronti e dall’Associazione Scanderbeg, in collaborazione con l’Università di Parma e il Patrocinio del Comune di Parma.

L'evento rientra nel tour promozionale del libro Donne D’Albania. Tra migrazione, tradizione e modernità, l’ultima uscita editoriale di Com Nuovi Tempi/Confronti. Il volume è curato dal sociologo Rando Devole e dal direttore della rivista Confronti Claudio Paravati.

Nell’incontro di Parma sono intervenuti, insieme agli autori Rando Devole e Claudio Paravati, anche Nicoleta Paci, assessore dell'associazionismo e partecipazione, Comune di Parma; Anila Pojani, console Generale d’Albania a Milano; Vincenza Pellegrino, docente Sociologia della globalizzazione Università di Parma; Adela Kolea, giornalista; Marjeta Ceka, studentessa di Giurisprudenza e Vojsava Tahiraj, mediatrice culturale, che ha anche moderato l’evento.

Per l’occasione, è stato messo a disposizione il “Dossier Statistico Immigrazione 2017”, realizzato da Idos in partnership con Confronti, in collaborazione con l’UNAR e il supporto dei fondi Otto per della Chiesa Valdese – Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi.

La serata si è rivelata un’ottima occasione per discutere e riflettere insieme il tema “Emigrazione e integrazione”, focalizzandosi sull’ “Emigrazione femminile albanese in Italia”, prendendo spunto dal libro “Donne d’Albania”, attraverso i discorsi dei relatori ed i dibattiti con il pubblico, lo scambio di opinioni e l’analisi dell’argomento “Emigrazione” da diverse angolazioni e prospettive sociali e culturali.

“Donne d’Albania” è da ritenere molto importante perché, oltre alle relatrici presenti al convegno di Roma del novembre 2016, le relazioni delle quali sono state racchiuse nel libro, riporta all’interno anche alcune firme maschili, conoscitori ed esperti della realtà albanese, politica ed antropologica, con un valore aggiunto per alcuni di loro, quello di essere italiani e di aver saputo osservare accuratamente le caratteristiche del mondo migratorio femminile albanese.

Il libro/dossier unico nel suo genere, raccoglie un mosaico di informazioni multidisciplinari e all’interno dei suoi contenuti selezionati, unisce potenzialità e conoscenze femminili italiane, albanesi d’Italia e albanesi dalla madrepatria,  una diversa dall’altra, appartenenti a svariati domini, quale politica, sociologia, economia/ imprenditoria femminile albanese, cultura, giornalismo, enti operanti sui diritti delle donne, tradizione, storia, storie autobiografiche  e vissuti personali.

Oltre all’iniziativa della Rivista Confronti, di esplorare nell'insieme l’antropologia della società albanese, focalizzandosi sulla figura femminile, bisogna evidenziare che al libro “Donne d’Albania” è stata dedicata un’ottima selezione di contenuti, i quali sono stati integrati all’interno del libro con molta armonia. Troviamo testimonianze, racconti, ricerche professionali e scoperte umane. Al centro, sempre “La donna albanese”.

Il libro unisce, quindi, vere potenzialità professionali e umane di un gruppo di donne albanesi, di diverse età, rendendo possibile dirette testimonianze professionali e umane, oppure prettamente tecniche, ognuna secondo il suo ambito lavorativo ed anche, secondo la fascia d’età, come albanesi oppure come italo-albanesi, di prima o seconda generazione di migranti.

È senza dubbio un libro che funge da spunto per futuri progetti e pubblicazioni simili, è uno stimolo molto positivo d’introspezione nell’universo femminile albanese, un campione di studi sociologici dentro e fuori l’Albania.

 

 

 

Mbahet në Parma konferenca me titull “Donne migranti e integrazione. Il caso albanese” që merr shkas nga libri “Donne D’Albania. Tra migrazione, tradizione e modernità”. Organizohet nga Shoqata Scanderbeg e Parmës dhe revista “Confronti”, në bashkëpunim me Universitetin e Parmës, me patronazhin e Komunës së Parmës

Romë, 12 mars 2018 – Në Parma, në datën 16 mars 2018, ora 17.00, në Aula dei Filosofi, via Università 12, do të zhvillohet konferenca me titull “Donne migranti e integrazione. Il caso albanese” (Gratë migrante dhe integrimi. Rasti shqiptar), e organizuar nga Shoqata Scanderbeg e Parmës dhe revista “Confronti”, në bashkëpunim me Universitetin e Parmës e me patronazhin e Komunës së Parmës.

Nisma merr shkas edhe nga libri “Donne D’Albania. Tra migrazione, tradizione e modernità”, (Gra të Shqipërisë. Midis migrimit, traditës dhe modernitetit), përgatitur për botim nga Rando Devole dhe drejtori i revistës Confronti (www.confronti.net), Claudio Paravati. Është libri i parë që flet për gratë e vajzat shqiptare në Itali e për rolin e tyre në vendin ku kanë mërguar e në atdhe. Një botim i vyer për vetë gratë dhe për të gjithë ata që merren me çështje kulturore, sociale dhe migratore. Libri synon fillimin i një procesi njohjeje e reflektimi për situatën e grave dhe vajzave shqiptare në Shqipëri e Itali.

Në konferencën e Parmës, përveç autorëve të librit, do të flasin: Nicoletta Paci, Asessore për shoqatat e për pjesëmarrjen e Komunës së Parmës; Anila Pojani, Konsulle e përgjithshme e Shqipërisë në Milano; Vincenza Pellegrino, Pedagoge e Sociologjisë së globalizimit të Universitetit të Parmës; Adela Kolea, gazetare; Marjeta Ceka, studente në jurisprudencë. Punimet do të moderohen nga Vojsava Tahiraj, ndërmjetësuese kulturore. Do të jetë rast i shkëlqyer për të folur gjithashtu, për rolin e grave dhe dukurinë migratore në përgjithësi.

 

Më 29 janar 2018 në Spazio Europa në qendër të Romës do të mbahet konferenca e organizuar nga shoqata italo-shqiptare Occhio Blu - Anna Cenerini Bova dhe agjencia  EPOS që synon të sjellë, krahas bilancit dhe reflektimit mbi njëçerekshekull emigracion shqiptar në Itali, edhe mbi ecurinë e Shqipërisë drejt Bashkimit Evropian

Si çdo vit, edhe këtë nëntor shumëfishohen veprimtaritë e komunitetit shqiptar. Në të katër anët e çizmes festohet dita e Flamurit, kujtohet përvjetori i 105-të i shpalljes së Pavarësisë. Në vijim disa prej veprimtarive, të cilave kushdo mund t’u shtojë (në formën e komentit) të tjera që po zhvillohen në zonën ku jeton.

Në veçanti ia vlen të përmendet e ashtuquajtura javë e kulturës shqiptare në Parma, pasi në të vërtetë i kapërcen kufijtë kohorë të javës, që prej disa viteve radhazi organizohet nga shoqata Scanderbeg. “Java” festive e këtij viti ka nisur më 9 nëntor e do të përfundojë të martën e ardhshme, më 28 nëntor.

Në Udine, shoqata italo-shqiptare “Insieme” organizon të shtunën më 25 nëntor, mbrëmjen “Shqipëria – Imazhi i një vendi që ndryshon” ku janë të ftuar shkrimtarja Anilda Ibrahimi, autore e disa romaneve, i fundit “Il tuo nome è una promessa”, gazetari Antonio Caiazza, autor i librit “La notte dei vinti”. Mbrëmja do të mbyllet me emocionet e harenë që Bardh Jakova me orkestrën e tij “Spartiti per Scutari” dinë të sjellin më së miri me muzikën, ritmin e këngët e tyre.

Në Romë, të dielën (26 nëntor) pasdite, në kishën Shën Gjoni i Malvës, shoqata Besa në bashkëpunim me Migrantes, Konferencën Episkopale Italiane (koordinimi baritor i shqiptarëve në Itali), organizon një koncert me këngë tradicionale shqiptare. Do të marrin pjesë këngëtaret lirike Ana Lushi, Hersi Matmuja, Irida Dragoti të shoqëruara në piano nga Oliver Gruda.

Shoqata Skanderbeg në Fermo, ka nisur festimet që të premten shkuar. Të shtunën, më 25 nëntor organizon një darkë gala me muzikë shqiptare nga të gjitha trevat. Do të marrin pjesë këngëtari Arben Sinani me klarinetisti Gjergji Vrushaj dhe organisti Abdulla Bulku, këngëtari Shkëlqim Beshiri e DJ Vasjar Ramaj si dhe këngëtari Gëzim Kodraliu me instrumentistët Hysni Pireci, Ismet Kuka, Sali Kuka e Imerli Senaj.
Paraditen e të dielës, 26 nëntor,
në sheshin Skanderbeg të Fermos do të mbahet ceremonia festive për 28 dhe 29 nëntorin. Ndërsa të shtunën më 2 dhjetor, pranë selisë së shoqatës do të përurohet hapja e shkollës shqipe.

 

 

Çdo shoqatë mund të paraqesë kërkesë, maksimumi për financimin e tri projekteve. Për çdo projekt, Fondacioni vë në dispozicion 500 €. Duhet nxituar tashmë, kërkesat duhen paraqitur deri më 31 tetor 2017

Romë, 24 tetor 2017 – Ka mbetur vetëm një javë për të përfituar nga financimi total prej 5.000 € i vënë në dispozicion nga Fondacioni Migra Onlus për të gjitha shoqatat që po përgatisin aktivitete për festën e Pavarësisë.

Projektet dhe kërkesa përkatëse e financimit, 500 euro për çdo projekt, duhet paraqitur brenda të martës së ardhshme, 31 tetor 2017.

Kush mund të paraqesë kërkesë?

Mund të aplikojnë për kontributin të gjitha shoqatat jo fitimprurëse, të themeluara sipas ligjit italian prej të paktën një viti. Mund të aplikojnë gjithashtu edhe grupe jo formale të paorganizuara në shoqata por që kanë organizuar aktivitete të ngjashme për festat e nëntorit gjatë dy vjetëve të fundit.

Sa projekte/aktivitete mund të paraqiten?

Çdo shoqatë mund të paraqesë deri në 3 projekte duke përcaktuar kategorinë të cilës i përket dhe duke përpiluar një formular për çdo propozim.

Si paraqitet kërkesa?

Të gjithë të interesuarit mund të shkarkojnë MODULO DI PROPOSTA (formulari i propozimit) dhe ta nisin me email bashkë me dokumentacionin e kërkuar në adresën info[at]fondazionemigra.it.

Kur paraqitet kërkesa?

Kërkesat paraqiten brenda 31 tetorit 2017 dhe Fondacioni MIGRA Onlus pasi të vlerësojë të gjitha kërkesat , do t’u japë kontributin subjekteve të përzgjedhura, brenda 5 nëntorit 2017.

Leggi anche: Bando di Fondazione MIGRA per contributo 5.000 € per 28 Novembre

 

 

 

“Breve diario di frontiera” di Gazmend Kapllani, edito da Del Vecchio e tradotto da Maurizio De Rosa, è stato presentato lunedì, in occasione dell'apertura del primo ciclo letterario “Autunno d'autore”, promosso dall'associazione albanese Scanderbeg di Parma, presso la libreria "Diari di Bordo”.
Photo copyright Linda Vukaj

In una sala gremita, che ha visto il "tutto esaurito", l'entusiasmo di condividere la presentazione di un autore di livello internazionale si respirava letteralmente.

Dopo i dovuti e sentiti ringraziamenti alla casa editrice che ha promosso il libro in lingua italiana, la Del Vecchio Editore, rappresentata durante l'evento da Paola Lo Zoppo, direttore editoriale della stessa casa, e dopo una prima lettura della pag. 151 del libro che, per Antonello Saiz, gestore della libreria assieme alla sua socia Alice Pisu, ragrupppa il senso concreto del valore dell'opera di Kapllani, il quale ha romanzato la nostra Europa, la nostra società, le sue crisi identitarie, le sue paure e le sue opportunità, rendendo questo libro più che attuale, la parola è passata a relatori, dell'Associazione albanese Scanderbeg, Darina Zeqiri e Ilir Gjika.

Le letture scambiate tra i due hanno suggerito lunghe e profonde riflessioni con l'autore ed i lettori presenti. Essi hanno percorso la narrazione del libro, offrendo al pubblico presente non solo l'abilità linguistica, stilistica e sociologica che struttura il romanzo, ma anche mettendo in scena la testimonianza diretta di ciò che significa attraversare le frontiere. Perchè le frontiere, oltre ad essere geografiche, oltre a segnare i confini tra gli Stati, oltre ad essere difficili e faticose da attraversare fisicamente, sono estenuanti e stimolanti nel contempo, quando riguardano la lingua, gli usi e i costumi del Paese che si è scelto di "sconfinare".

L’autore Gazmend Kapllani con Darina Zeqiri e Ilir Gjika. Photo copyright Linda VukajI due relatori albanesi presenti all'evento lo sanno bene: ogni qualvolta che loro sfugge un termine dialettale parmigiano è il significato di una frontiera/confine/barriera vinta. È cosi anche per il cibo e le festività, gli usi ed i costumi parmigiani, che condividono con gli autoctoni, sentendoli propri.

Il libro di Kapllani, scritto con una forte sfumatura di black humour, in realtà, come ha fatto notare Darina Zeqiri durante la presentazione, è talmente scorrevole da leggere che il peso, la riflessione e l'analisi della realtà sociale e politica in tema di migrazione paiono stringerti alla gola lentamente, senza poterti difendere. Anzi, subendolo e scuotendoti a fare il tuo meglio affinchè ciò che realisticamente riporta l'Autore nel suo romanzo, passi alla storia come qualcosa di superato. “L'umanità, l'Italia, l'Europa hanno breve memoria - come ha detto Kapllani - della loro migrazione. Oppure - ha continuato - hanno paura del proprio passato, al punto da ripudiare ogni simile che ricorda loro cosa erano”

Durante l'evento, un altro punto forte di riflessione è stato offerto da Ilir Gjika, il quale, nel libro di Kapllani ha trovato la frase clou dei giorni nostri. Proprio come si legge nel romanzo: Ogni migrante attraversa le frontiere a modo proprio ed a seconda del tipo di passaporto (provenienza) che si ritrova ad avere.

Infatti, sempre con lo stile sarcastico e gotico che accompagna il libro, l'autore porta alla riflessione di come essere stranieri albanesi è un conto, pagato caro, ma essere stranieri e neri ne è un altro, pagato oro.

Queste lunghe letture, e la condivisione di riflessioni, hanno contribuito al successo della presentazione del libro, visto anche il grande numero dei partecipanti e la presenza dell'autore, amico dei gestori della libreria nel modo più contemporaneo possibile, ossia tramite i socialnetwork. Si è così aperto al meglio il primo ciclo letterario dell'Associazione Scanderbeg.

Dopo i saluti con i lettori, tutte le copie del libro disponibili in negozio andavano esaurite, e veniva stilata una lunga lista di prenotazioni, da essere ritirate dopo la ristampa. La serata è continuata, nel cuore della città, con una passeggiata per i vicoli di Parma , con incursioni nell'ottima cucina parmigiana.

Associazione Scanderbeg

Photo copyright Linda Vukaj

 

"Autunno d'autore" è la nuova iniziativa, da non perdere, dell'associazione Scanderbeg di Parma, dedicata agli autori contemporanei. Il primo incontro, lunedì prossimo con "Breve diario di frontiera" di Gazmend Kapllani. Il secondo, sabato 14 ottobre con “Unë banoja në Tiranë” di Arben Imeri

Parma, 7 ottobre 2017 – Gazmend Kapllani ed il suo "Breve diario di frontiera" aprirà la prima edizione dedicata agli autori contemporanei albanesi dell'associazione Scanderbeg di Parma "Scanderbeg". L’appuntamento, il 9 ottobre, alla libreria "Diari di bordo" (Borgo Santa Brigita 9, Parma).

L’evento è aperto a tutti per far conoscere tramite le righe del libro dell'autore un percorso doloroso e speranzoso degli albanesi che attraversaronno a piedi la frontiera con la Grecia. La loro 'Amerika' era al di là della linea di confine, che viene descritta e vissuta come interminabile per i rischi in cui intercorrevano, il sogno che andavano a prendersi, le certezze  che abbandonavano e le aspettative che si erano creati. Un romanzo duro,  con humor tra il gotico ed il sarcasmo, un romanzo sofferto forse più di quanto hanno sofferto gli albanesi nel superare quel confine. Che racconta le loro vite, i loro affetti e le disillusioni della parità sociale. Entra nelle viscere di chi scelse di allontanarsi con precisione chirurgicale e le serve al lettore crude come su un piatto della sala operatoria.

Una panoramica di quello che è lo straniero e di quello che lo porta ad essere quello che conosciamo. 

Il secondo appuntamento dell’Autunno d’Autore, altrettanto interessante, si terrà sabato 14 ottobre (ore 18:00, al Centro Interculturale di via Bandini, Parma). Il viaggio nelle scritture letterarie degli scrittori contemporanei albanesi continuerà con “Unë banoja në Tiranë” di Arben Imeri.

 

 

Ogni associazione, può presentare domanda, per un massimo di tre progetti, entro il 31 ottobre 2017. Per ogni singolo progetto, a disposizione un contributo a fondo perduto, pari a 500 €