Integra “adotta” la piazza Albania di Roma e il monumento di Giorgio Castriota Skanderbeg - Shqiptari i Italisë

Shoqata

L’associazione presieduta da Klodiana Çuka assicurerà il maggiore decoro dell'area, in cui si erge la maestosa statua equestre del condottiero, richiedendo altresì a tutte le autorità competenti la pulizia ed il restauro dello stesso

Roma, 31 maggio 2018 – L'associazione Integra ONLUS fondata e presieduta da Klodiana Çuka ha firmato con il Comune di Roma, l’adozione dell'area verde di Piazza Albania, contigua al grande monumento di Giorgio Castriota Skanderbeg: l'eroe fondatore dell’identità nazionale albanese, l'"Atleta di Cristo".

Integra assicurerà un maggiore decoro dell'area, in cui si erge la maestosa statua equestre del condottiero, richiedendo altresì a tutte le autorità competenti la pulizia ed il restauro dello stesso, dopo quella effettuata nel 2011. Quest'azione innovativa rientra in un più generale progetto di collaborazione con tutti i comuni, attraverso i L.S.U., che coinvolgono i suoi beneficiari (presenti nei centri di accoglienza della Ciociaria), come esempio virtuoso di integrazione socio-lavorativa, a favore delle varie comunità locali, dopo la valorizzazione di tutte le culture nazionali.

In particolare l'Associazione ha profuso negli anni questo impegno, diretto e continuo, con tante iniziative culturali, dalla mostra "IntegrAzione" al sostegno del film "La Nave" di R. Sejko, dagli eventi promossi dall'Ambasciata d' Albania in Italia a campagne umanitarie come "Bimbi in volo per un sorriso".  Tale impegno verrà potenziato e rilanciato oggi nell'ottica della sua stessa Fondazione "The Bridge for Future", appena costituita in Albania.

Per questo la storia risulta “Maestra di Vita”, con i valori e le testimonianze comuni di figure leggendarie come Giorgio Castriota, che ancora oggi incarna la fierezza e la passione per la libertà dell'intero popolo albanese, sia in patria che all' estero, in particolare come abile condottiero, capace però di lottare per nobili ideali, anche come "Atleta di Cristo":  paladino della fede cristiana nei Balcani, ricevuto a Roma da diversi papi, nella lunga lotta contro l'egemonia turca di Maometto II, fino all'ultima straordinaria vittoria , che liberò dall’assedio Kruje, sua città natale.

Una leggenda fondativa per la stessa bandiera nazionale della “Lega dei popoli albanesi”, con il suo sfondo rosso come il sangue versato nei secoli di lotte e le aquile, in segno di difesa tenace della libertà: “in un unico corpo, due teste, il nord ed il sud, un solo Paese, un solo Cuore”. Una figura storica emblematica di tutto un popolo, che vi si riconosce ancora oggi, nella sua stessa "Diaspora albanese" in Italia, in tutte quelle comunità "Arberesh", che ricordano sempre le sue gesta, con rapsodie e canti epici. Inoltre nei secoli l'amicizia tra il popolo albanese ed italiano ha segnato la stessa storia, cultura, arte e musica, testimoniata nel 1718 dal grande musicista veneziano Antonio Vivaldi, che musicò il "Dramma Scanderbeg" fino al 2018, quando il Festival della Canzone è stato vinto da una coppia italo - albanese, con un forte messaggio contro le guerre, il terrorismo e le ingiustizie, specie verso i più deboli ed indifesi, come le donne ed i minori migranti.

In tal senso Integra Onlus riprendendo i Programmi comunitari come "Interreg III, Italia- Albania, progetto Shqiperia-La Nobiltà delle Aquile", con la "Nave di Skanderbeg", promosso in Puglia già nel 2007 fino ai più recenti come: “Handled With Care”, testimonia sempre l'impegno e la vicinanza alle comuni radici culturali e storiche dei nostri due Paesi "Fratelli".

In ultimo l'Associazione è impegnata, anche attraverso un partenariato di eccellenza, con il Cidu (presso il Maeci), la rivista "Confronti" e la stessa Chiesa Cattolica albanese, con Mons. Angelo Massafra, per promuovere ancor più il dialogo interreligioso, costruendo “Ponti e non Muri”, tra le due sponde del Mare Adriatico: lì dove si sono consumate grandi tragedie umanitarie di migranti (come l'affondamento della "Kader i Rades" nel 1997), che ogni anno si onorano con iniziative e progetti, che simbolicamente sono rappresentati  dai fiori lanciati in loro memoria, che debbono però  tornare a fiorire per garantire a tutti un futuro di pace, progresso e convivenza tra Paesi, popoli e religioni diversi, accomunati  tutti dalla stessa  civiltà europea.

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