“Far conoscere i progressi della cinematografia albanese e incentivare la collaborazione internazionale” - Shqiptari i Italisë

Kulturë
Parole dell’ambasciatore Mario Bova, Presidente dell’associazione Occhio Blu-Anna Cenerini Bova che, in collaborazione con altri organismi italiani e albanesi del settore, porta a Roma le “Giornate del Cinema Albanese – Produzione e cultura guardando al Balkan Film Market”

 

Roma, 26 maggio 2019 – “Diffondere in Italia la qualità della cinematografia albanese, un prodotto ancora poco noto in Italia, e creare i presupposti di una cooperazione italo-albanese ancora più fitta dal punto di vista della produzione e della distribuzione nel mercato italo-balcanico”. Questi sono gli obiettivi delle tre “GIORNATE DEL CINEMA ALBANESE: produzione e cultura guardando al Balkan Film Market”, che si terranno alla Casa del Cinema a Roma – a largo Marcello Mastroianni, 1 – dal 31 maggio al 2 giugno, quando verranno presentati gratuitamente al pubblico alcuni dei più significativi cortometraggi e lungometraggi (qui il programma completo) prodotti dall’industria cinematografica albanese nel recente periodo.

Per sapere di più sulle Giornate del Cinema Albanese, abbiamo rivolto delle domande all’ambasciatore Mario Bova, Presidente dell’associazione Occhio Blu - Anna Cenerini Bova che organizza l’evento in collaborazione con ANICA, Centro di Cinematografia Nazionale Albanese, Luce Cinecittà, Roma Lazio Film Commission, Balkan Film Market e Casa del Cinema.

Come è nato l’evento “Giornate del Cinema albanese”?

È un’iniziativa dell’Associazione culturale italo-albanese Occhio Blu realizzata con la collaborazione dell’ANICA, del Centro di Cinematografia Nazionale Albanese, dell’Istituto Luce Cinecittà, della Roma Lazio Film Commission, del Balkan Film Market e della Casa del Cinema.
Dopo 7 anni dalla nostra prima rassegna sul cinema albanese, l’Associazione “Occhio Blu” ha ritenuto fosse di grande importanza proporre l’organizzazione a Roma di un evento dedicato a far conoscere al pubblico italiano i progressi qualitativi e quantitativi del cinema albanese negli ultimi 10 anni, ma anche ad incentivare la collaborazione tra le due cinematografie dal punto di vista della produzione e della distribuzione nel mercato italo-balcanico.
A tal fine saranno presentati a Roma – alla Casa del Cinema dal 31 maggio al 2 giugno 20198 tra i film albanesi di maggior significato e successo degli ultimi anni; e saranno organizzati incontri tra produttori, registi, funzionari pubblici.
La parola “Giornate” intende significare che l’iniziativa va oltre la rassegna culturale e si arricchisce di una funzione di stimolazione della coproduzione e del mercato: un evento complesso, articolato, che guarda lontano, ponendosi un ruolo di sinergia con il Balkan Film Market di Tirana.

Cosa pensa del cinema albanese?

La nostra conoscenza del cinema albanese prodotto durante il regime ci evidenzia una sicura vocazione cinematografica nella cultura albanese degli ultimi ottanta anni. Alcuni film del periodo precedente la caduta del regime, presentati nel corso di una recente rassegna promossa dall’ Ambasciata d’Albania a Roma, hanno rivelato una notevole maestria nei cineasti dell’epoca.
Il cinema post regime e numerosi dei suoi autori hanno ulteriormente sviluppato queste capacità.
Negli ultimi 10 anni il cinema albanese ha continuato il suo progresso, incrementando considerevolmente il numero dei film prodotti, migliorando significativamente lo standard della propria qualità, aumentando i successi ottenuti in campo internazionale nella famiglia di Euroimage ma anche fuori, raggiungendo riconoscimenti internazionali impensabili pochi anni prima. Il numero di registi albanesi apprezzabili in ambito europeo arriva ad una diecina, numero altissimo per un paese di ridotte dimensioni. E sono cresciute molto le capacitá degli attori, l’interesse delle sceneggiature, la qualità delle musiche. Penso si possa dire che il cinema costituisce uno dei settori che si è più sviluppato nell’Albania degli ultimi dieci anni.

Quali sono gli obiettivi di questo evento?

Come abbiamo detto, miriamo con esso a diffondere la qualità di un prodotto ancora poco noto in Italia; quindi a creare i presupposti di una cooperazione italo-albanese ancora più fitta.
Ma per noi di Occhio Blu altri due aspetti sono centrali, data la prioritaria strategia culturale della nostra Associazione.
Innanzitutto la funzione crescente che svolge il cinema quale osservatorio libero della società albanese. È nel cinema che i complessi problemi della crescita della società albanese vengono descritti con occhio franco e vigile, molto più di quanto non succeda in altri settori della cultura o nei media. Il cinema diventa portavoce del disagio, della transizione incompiuta, della sofferenza dell’emigrazione; denuncia il passato, i vizi della modernizzazione, stimolando la politica, forse rubando il ruolo alla politica.
Un secondo obiettivo è quello che giustifica la presenza nel programma di due film realizzati da tre registe arberëshe e di un film kosovaro.
Volendo offrire al pubblico romano una rassegna della cultura cinematografica albanese abbiamo ritenuto doveroso non fermarci al cinema prodotto entro gli attuali confini statali dell’Albania. La cultura albanese è in realtà diffusa in territori che si estendono ben oltre quei confini: in numerosi Paesi dei Balcani tra i quali innanzitutto il Kosovo, nei Paesi della diaspora degli ultimi vent’anni, nei luoghi, specie nell’Italia meridionale, abitati nei secoli passati dagli Arberëshe. Questa diffusione nel mondo rende l’idea della sorprendente vitalità della cultura albanese, nella letteratura, nella musica, nella pittura, e anche nel cinema.
La nostra Associazione intende intensificare la propria attenzione verso la cultura globale albanese, dunque anche verso quella esterna all’Albania, per fornire una valutazione il più possibile corretta della vasta cultura albanese e coglierne più pienamente lo straordinario valore e significato: su questo, “Occhio Blu” intende lavorare con grande impegno nel prossimo futuro.

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Perchè proprio questi due film di registe arberëshe?

Perchè le autrici si ripiegano sulle loro antiche radici albanesi, riflettono sulla loro attualità, ricordano i legami con quel passato, quella storia, quella cultura che furono così importanti per lo sviluppo culturale e politico dell’Albania. Ne emerge il riconoscimento di un processo storico d’integrazione, ancora oggi modello per il presente e il futuro di fenomeni migratori verso altre aree d’Europa. I film che presentiamo contribuiscono a fare apprezzare allo spettatore le remote espressioni arbëreshe della cultura albanese.

Cosa ci si attende dal cinema albanese e dall’incontro con il cinema italiano?

Che il cinema albanese cooperi con il cinema italiano per costruire nei Balcani un sistema di collaborazione, propulsivo di coproduzioni, cultura, mercato, occupazione. La cooperazione tra il le due cinematografie, grazie alla sua lunghissima tradizione, può costruire il fulcro di questo sistema focalizzato sulla regione balcanica.
Fondamentale sarà a tal fine il ruolo del Balkan Film Market che annualmente si organizza a Tirana con la partecipazione dell’Italia e dei Paesi balcanici.
Grazie al cinema siamo certi che si produrrà un avvicinamento tra le due due società, e un contributo importante alla stabilizzazione delle società balcaniche, in un comune disegno di europeizzazione e amicizia.

Chi parteciperà dall’Albania?

Durante le giornate saranno presenti a Roma i vertici del Centro Nazionale Albanese di Cinematografia, con il Presidente Eduart Makri, il Direttore del Balkan Film Market, Andamion Murataj, numerosi registi e produttori.
In poche parole, all’evento parteciperanno alti rappresentanti di tutti gli enti e le istituzioni con i quali abbiamo collaborato per la realizzazione delle Giornate del Cinema Albanese, ma anche autori, produttori e altri volti noti della cultura albanese che presenteranno i film.

K.B./Shqiptari i Italisë
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