Shqiptarë të Italisë - Shqiptari i Italisë

Il 34enne, nato a Presheva che da anni vive a Varese, ha realizzato un’App, Info Stranieri, pensata soprattutto per venire incontro alle esigenze burocratiche di tutti quelli che vivono in Italia senza avere la cittadinanza del Belpaese

Bashkim Sejdiu, foto di Gabriele CavallinQualche settimana fa, un incontro dal titolo “L’integrazione è un valore aggiunto?” si è tenuto a Varese. Erano chiamati a discuttere sul tema c’erano giornalisti, politici, rappresentante dell’Ambasciata. Il tutto, organizzato e con la partecipazione di Bashkim Sejdiu, 34enne di Presheva che in Italia vive da quando aveva 10 anni. E che in età adulta, avendo vissuto in prima persona cosa vuol dire essere straniero in Italia, ha pensato seriamente di venire incontro a chi si trova nella situazione in cui si è trovato lui per anni. Cioè a combattere spesso con la burocrazia italiana per avere informazioni, per avere un documento, per viverci da regolare in questo paese.  Bashkim ha creato due anni fa l’App Infostranieri, scaricabile sugli store Apple e Android. Si tratta di un’App innovativa e dinamica che, come afferma Bashkim “vuole favorire l’integrazione e snellire alcuni aspetti burocratici”. L’App mette in comunicazione gli stranieri con sempre più uffici amministrativi e offre tante informazioni in diverse lingue.
Abbiamo incontrato Bashkim subito dopo l’evento di Varese per raccontarci non solo dell’App, ma anche di diverse sue iniziative attuali e future, concentrate sull’imigrazione.

Shqiptari i Italisë: “L’integrazione è valore aggiunto?” era il titolo/domanda del dibattito organizzato da lei ultimamente. Di che si è trattato?

Bashkim Sejdiu: Ho voluto organizzare questa Tavola rotonda dal titolo provocatorio, in quanto ammetto di essere seriamente preoccupato per la situazione che si sta creando in Italia. L’ondata del populismo, già presente in diverse altri paesi giunta al massimo picco negli Stati Uniti, rischia di travolgere e coinvolgere soprattutto gli immigrati regolari e coloro che sono integrati da tempo.
Ho iniziato a Varese, sia per un mio vissuto personale, ma anche perché fino a poco tempo fa era considerato un feudo leghista. Ma la tavola rotonda su questo tema vorrei ripeterla in diverse città per poi arrivare a Roma con una grande conferenza dove chiedere agli interlocutori e rappresentanze politiche di agire su alcuni aspetti e richieste che raccoglieremo durante queste manifestazione in giro per l’Italia.
D’altra parte, voglio coinvolgere le associazione i rappresentanti delle comunità e gli stessi immigrati ad essere più attivi in ciò che li riguarda, ed essere loro soggetti che aiutano altri soggetti ad integrarsi e escludono a chi non si vuole integrare. A loro chiedo di essere loro per prima degli esempi da seguire e imitare nel campo dell’integrazione del comportamento e della trasparenza.

E secondo lei quali sono i problemi degli immigrati oggi?

Le persone che voglio rappresentare, a dare voce ma anche coraggio, sono 5 milioni e passa di persone che ogni giorno lavorano, creano economia, aiutano anche la crescita demografica Italiana, ma allo stesso tempo subiscono ogni tipo di abuso sia razziale, che operativo/burocratico nella fattispecie quando si tratta di rinnovare un permesso di soggiorno, richiedere ricongiungimento familiare e cittadinanza. Per tutte queste richieste, oltre ai costi vivi che vi sono, subiscono altri costi per  “consulenza” e diverse giornate di permessi di lavoro, per sapere come e cosa devono fare, ma devono aspettare tantissimo tempo per arrivare al termine dell’iter.
So per certo che vi sono sempre più immigrati che dopo svariati anni lavorativi hanno purtroppo perso il lavoro e ora non riescono nemmeno a rinnovare un permesso di soggiorno nonostante abbiano sempre lavorato e vissuto in Italia con la famiglia e bambini nati e cresciuti qua, e da un giorno all’altro si trovano ad essere clandestini qua e non poter tornare al loro paese, in quanto magari si trovano più clandestini che nel paese di appartenenza.
Per non parlare della situazione degli studenti o magari giovani imprenditori, chi per studio Erasmus o gite scolastiche e chi per spostamenti di lavoro, non può farlo se ha la cosiddetta ricevuta in attesa del ritiro del pds, che spesso dura parecchi mesi in certe realtà/questure.
Poi ci sono problemi con tempistiche per i ricongiungimento familiare, e mi chiedo come si può ostacolare invece che favorire le persona che vogliono ricongiungersi con la propria famiglia, è ovvio che se una persona ha una famiglia è più integrata e per rispondere al populismo, si sa che una persona con famiglia è portato a delinquere meno.
Per quanto riguarda l’ottenimento della cittadinanza italiana, l’immigrati da 10 anni qua ritorna per certi aspetti con l’ansia e la situazione del rilascio del primo permesso di soggiorno, in quanto la documentazione, l’iter e la tempistica è impressionante, ci voglio 10 anni di residenza, ultimi 3 Cud oltre a tutti i certificati del caso, per fare richiesta, e poi aspettare almeno 2 anni (quasi mai succede che rispettano i 730 gg) ma possono volerci anche 3-4 anni, e se non vuoi aspettare puoi sempre fare un sollecito, ma se per caso negli ultimi tre anni hai perso il lavoro, oppure non hai il reddito sufficiente, o magari se dopo la richiesta l’iter è durato 3-4 anni e tu hai perso la tua capacità economica non puoi diventare cittadino italiano..tutto questo è giusto, dove sta l’integrazione e la possibilità di voler integrarsi quando ci sono questi paletti che si ripercuotono in una barriera non solo burocratica ma anche morale e aggiungo anti-integrazione.

Un elemento per niente a favore degli stranieri (ma anche per gli italiani stessi) è proprio la burocrazia e il rapporto con l’amministrazione pubblica. E in questo aspetto lei, che l’ha subito in prima persona, ha cercato di venire incontro ai cittadini stranieri, adesso con l’App Infostranieri.

Tramite la mia Startup innovativa, ho creato l’App Infostranieri, già scaricabile sugli store Apple e Android, la quale a brevissimo sarà aggiornata con una versione grafica e funzionalità. Un’App innovativa e dinamica che vuole favorire l’integrazione e snellire alcuni aspetti burocratici. Allo stesso tempo si pone come un contenitore di servizi per il segmento immigrati, dove domanda e offerta si incontrano. Il motivo che mi ha spinto, oltre a quelli sopracitati, vi è anche una personale esperienza emotiva e professionale nel campo immigrazione.
Lo strumento usato, che è il telefonino, che viene usato dalla stragrande maggioranza degli stranieri (solo 1,29% ha dichiarato di non possedere un telefonino con traffico dati), permette una facilitazione nella comunicazione tra le parti, riducendo tempi e costi e superando le barriere linguistiche.
I punti di forza dell’App sono: le informazioni a portata di mano, moduli digitalizzati e tradotti in 11 lingue e servizio immediato e senza costi mettendo gli utenti in contatto diretto con gli enti che erogano servizi.

C’è un’attenzione particolare anche alle associazioni

Siccome sono il presidente di un’associazione, Shqipëria ime, e sono a conoscenza del ruolo molto importante e difficile, all’interno dell’App vi è la sezione dedicata alle Associazioni divise in Associazione di Stranieri e per Stranieri, in questo modo l’utente può trovare l’Associazione di cui ha bisogno e allo stesso tempo le Associazioni posso farsi trovare. Oltre, a questo le Associazioni hanno la possibilità di caricare tutti gli eventi che organizzano e in questo modo arriva un alert agli utenti di pertinenza per segnalare l’evento. E colgo l’occasione per invitare a tutte le Associazioni ad aderire a questa iniziativa.

Quanti l’hanno scaricato? Quali communità sono i maggiori utenti dell’App? Pensa che gli stranieri l’apprezzano?

Ad oggi vi è un uniformità di utenti suddivisi per etnia, con una piccolissima prevalenza di etnia Albanese, ad oggi abbiamo circa 20mila utenti, un dato molto interessante in quanto il tutto è avvenuto senza nessuna pubblicità ma tramite passaparola.
Per far capire se viene apprezzata posso girarvi  qualche commento degli utenti: “Grazie… Buon lavoro. Fortunati quelli che avranno il vostro aiuto cosa che a me e mancato per tanti anni di file in questura”, “Ottima App perfetta, tante info, assistenza tramite e-mail praticamente immediata. Poi il rinnovo dell'interfaccia è bellissima. Bravi ragazzi”, “Sono Nordine Hallil. 30 anni. Sono del Marocco. E vivo qui in Italia dal 2005. Sono arrivato qui dopo un viaggio da Libia con me erano morte 27 persone. Ora sto facendo allenatore di calcio e osservatore del AC MILAN. voglio ringraziarvi di questa APP. Veramente una buona idea. Braviiiiiii”.

E l’amministrazione pubblica dimostra qualche interesse? Collaborazioni già siglate?

Con il mio grande stupore, la pubblica amministrazione si è subito dimostrata aperta e volenterosa nel collaborare con questo progetto. Soprattutto il governo Renzi. Con il suo team digitale e lo SPID dovevamo perfezionare la collaborazione, anche perché ad oggi tutti gli iter burocratici hanno dei processi poco snelli e efficaci, sono solo in italiano e soprattutto l’utente spesso è parte passiva a tutto il processo delegando terzi spesso carissimi a sbrigare queste pratiche.
Per non parlare di come viene gestito il discorso dei permessi tramite poste, il kit contiene 41 fogli, prima viene spedito dalla posta dove risiede l’utente ad un centro di smistamento per poi tornare alla questura di dove risiede l’utente e vari passaggi che portano ad un costo pari a 30,00€ solo l’invio di questo Kit tramite ricevuta.  Tramite l’app ovviamente tutti questi processi verrebbero snelliti, l’utente dal suo telefonino e nella sua lingua potrebbe mandare tutte le richieste all’ufficio preposto senza più perdite di denaro e tempo da parte degli immigrati, e un minor costo di carta e ti tempo da parte degli uffici in quanto potrebbero comunicare direttamente sul telefonino dell’immigrato aggiornandolo in tempo reale e senza costi su cosa deve fare e le comunicazioni che ad oggi vengono fatte ancora via posta.
Tutto questo processo, seppur a rilento dopo il referendum, vorremmo portarlo a termine, e tramite l’attenzione sin dall’inizio di un’europarlamentare che ha subito sposato il progetto vorremo che in Italia ci fosse il progetto pilota per replicarlo in altri paesi u.e.
Passando alle cose concrete, il primo passo comunque è stato la partnership con Ats su un argomento molto delicato che è quello della salute, la creazione di un algoritmo per malattie di impatto sociale con la TBC, Meninigite e anche i Vacini, anche qua partiamo con il progetto pilota a Milano per poi attuarlo in tutt’Italia.

Ha presentato l’app anche in Albania, al Summit della Diaspora. Ha già qualche collaborazione col governo? Offre la sua App qualcosa in più a cittadini albanesi?

Si è stato davvero un grande onore poter parlare del mio progetto ad un evento cosi importante, e all’incontro ristretto a pochi con il primo ministro e ministro degli esteri, ho dato la massima disponibilità a collaborare per il bene della diaspora albanese che è in Italia davvero importante, e certamente questa nuova piattaforma SHKO di servizi consolari online si sposa a pieno per la collaborazione con la mia App. Anche con l’Ambasciatrice in un incontro di pochi giorni fa, ho dato la mia completa disponibilità di collaborazione per poter fare qualcosa di concreto e utile per la diaspora albanese in Italia.
Già nella versione attuale dell’App si dà una descrizione specifica dei servizi consolari a Milano.

L’applicazione è gratuita. Eppure sappiamo che realizzare la piattaforma Info Stranieri ha dei costi…

L’App ad oggi è gratuita, e lo sarà per sempre. Come tutte le startup all’inizio, senza lavorare 20h su 24h, senza avere un team che crede pienamente nel progetto e che lavora gratis, non c’è gusto.
Ma terminata questa fase, abbiamo investito del capitale, e ci siamo divisi i ruoli e abbiamo una persona che si occupa dei sociale/marketing e PR un’altra persona che si occupa di ricerca di bandi locali/regionali/nazionali ed europei, un’altra persona per le dinamiche di studio e collaborazioni con alcune etnie più chiuse, ed io che con gli sviluppatori tramuto tutte le problematiche che ho citato prima negli obiettivi della tavola rotonda in Digitale.
Abbiamo avuto un finanziamento regionale, abbiamo vinto anche dei bandi a fondo perduto come partner tecnologici, e con questi abbiamo messo a punto la nuova release e ci permettono di lavorare per costruire un marketplace di servizi specifico per il segmento immigrazione che ci permetterebbe di autofinanziarci. Non vi nascondo che ho avuto anche proposte “indecenti” di società interessate al mio progetto, ma ho rifiutato perché vorrei che questa app fosse un qualcosa di davvero utile per gli immigrati con la quale poter far risparmiare tempo denaro ed essere parte attiva nella società dove hanno vissuto e vivranno il resto della loro vita, e non permetto che questo strumento sia l’ennesimo modo di “derubare” soldi, tempo e dignità agli immigrati.

Per quanto riguarda i dati delle persone che la sua società potrebbe raccogliere quando si scarica l’app oppure quando si compila un determinato modulo per avere uno dei servizi offerti dalla piattaforma. Chi garantisce sulla sicurezza?

I dati da me raccolti sono solamente le e-mail per poter eventualmente comunicare quando usano il supporto, e la nazionalità (la nazionalità è molto importante in quanto abbiamo anche il Romeno e servizio specifico per i Romeni, i quali sono europei per l’aspetto burocratico, e quindi abbiamo creato ad hoc i servizi di cui necessitano loro), per la lingua utilizzata e il luogo dove vivono usiamo i dati memorizzati direttamente dal device, quindi non abbiamo anche questa preoccupazione data la difficoltà delle gestione dei dati specie quelli sensibili.
Con tutte le parntership istituzionali, invece, noi siamo solo un mezzo che mette in comunicazione le due parti, senza però sostituirci a nessuna della parte e i dati in questione arrivano all’ente preposto senza passare da noi prima.

Per tornare da dove siamo partiti. Pensa sia utile riprendere il discorso dell’integrazione anche in altre realtà? In un momento in cui il tema del giorno è come contenere gli arrivi, in cui si parla di clandestini più che di profughi,  in un momento in cui i populismi stanno prendendo il sopravento, in un momento in cui la riforma della cittadinanza sembra finita in un tunnel senza uscita in Senato, pensa che discutere sull’integrazione contribuirebbe a un po’ di buon senso e verità sull’argomento migrazioni?

Mi fa molto sorridere, quando sento molti politici che ora vorrebbero la fiducia per far passare questa riforma della cittadinanza, quando hanno avuto tanti anni a disposizione per poterla renderla operativa avendo anche i numeri a disposizione. A questo punto, avrei qualcosa da ridire alla nostra “categoria”. Noi immigrati non dobbiamo dividerci e guardare e chiedere solo quello che ci interessa nell’immediato, ma essere coesi a chiedere davvero di rivedere tutto il discorso di immigrazione a partire da chi richiede il primo permesso fino a coloro che sono in procinto di diventare italiani, tutti insieme senza distinzione di etnia, di prima o seconda generazione. Solo in questo modo potremmo cambiare davvero la prospettiva dell’immigrato e dell’immigrazione, e non dare più nessuna possibilità ai populisti di marciare su questa onda, ma anche mettere a tacere quella parte che dietro al finto buonismo sull’immigrazione ha marciato spesso guadagnato ma mai lavorato nel voler cambiare le cose.

Grazie dell’intervista e buon lavoro, Bashkim!

Keti Bicoku, Shqiptariiitalise.com

 

 

 

 

 

 

“In assenza di parole” është libri i nëntë i Irma Kurtit i botuar së fundi në italisht

Sot ju prezantojmë “In assenza di parole”, kryeveprën e fundit letrare të Irma Kurtit”. Me këto fjalë Shtëpia Botuese Kimerik publikon lajmin e daljes nga shtypi të librit më të ri të poetes e shkrimtares. “In assenza di parole” (Në mungesë të fjalëve) është libri i nëntë në gjuhën italiane për autoren shqiptare pas disa përmbledhjeve me poezi, tregime etj.

Në faqet e romanit, Kurti përqendrohet në historinë e një familjeje shqiptare në emigracion, që përbëhet prej prindërve dhe tri vajzave.
Jeta për ta rrjedh e qetë dhe pa probleme derisa personazhi kryesor, Sotiri, pëson një iktus cerebral. Kjo është pika ku fillon të shpaloset jeta e gjithsecilit prej personazheve. Janë momente dhimbjeje e trishtimi përballë pamundësisë për të ndryshuar rrjedhën e fatit po njëkohësisht edhe çaste meditimi e reflektimi.
Përmes shfletimit të faqeve të një ditari zbulohet përsonazhi kryesor i lënë në hije nga vetë familjarët, Sotiri apo “njeriu që fliste me pemët”.
Nëpër faqet e librit zënë vend përshkrimet e çasteve të vështira që ka kaluar Shqipëria dhe historitë e kujtimet e turbullta të personazheve.

Irma Kurti “mbërrin” tek ky roman pas një eksperience të gjatë si krijuese. E njohur si autore e teksteve të suksesshme të këngëve në festivale apo koncerte në RTSH para viteve 90-të si dhe më pas, ajo në fillimet e saj letrare ka lëvruar me sukses poezinë. Ka botuar nëntë përmbledhje poetike.

“Ndihem komode me poezinë”- shprehet Irma Kurti, “ndoshta për faktin se kam filluar ta shkruaj që në moshë të vogël. Proza më pëlqen sepse më “lë” të gjithë hapësirën e duhur për t’u shprehur, nuk ka kufizime, por nuk mund ta fsheh që ndonjëherë i druhem kësaj gjinie. Kam shkruar romane në çastet më të vështira të jetës sime, atëhere kur vuajtja ishte aq e madhe saqë kapërcente çdo pasiguri tjetër. Jam e lumtur që tani ky libër do të flasë edhe në italisht”.

Për poezinë dhe prozën Irma Kurtit i janë akorduar 30 çmime në konkurse të ndryshme letrare në Itali e Zvicër. Në vitin 2013 fitoi çmimin ndërkombëtar “Universum Donna” për letërsinë dhe emërtimin “Ambasadore e Paqes” nga Universum Academy dhe Universiteti i Paqes në Lugano, Zvicër.

Irma Kurti ka botuar 14 libra në gjuhën shqipe dhe nëntë në gjuhën italiane. Librat e saj janë përkthyer në disa gjuhë të botës: në italisht, anglisht, frëngjisht, spanjisht dhe gjermanisht.

 

Spikati në Sanremo qoftë me këngën e tij Vietato Morire, me një tekst të fuqishëm e prekës, qoftë me interpretimin emocionues të këngës nga e shkuara që zgjodhi, Amara terra mia.
Çelësi i suksesit të Ermal Metës? Di të gjejë “frymëzimin në gjithçka që na rrethon”, dhe është “punëtor i palodhur në kërkim të lumturisë”

Mes personazheve që spikatën në Sanremo 2017 është padyshim Ermal Meta, që tregoi se është një “big” i vërtetë. Kënga e tij “Vietato morire” (E ndaluar të vdesësh), që prek një temë sa delikate aq edhe të dhimbshme siç është dhuna brenda mureve të shtëpisë, por edhe vlerën e marrëdhënieve ndërfamiljare, e shkruar nga ai vetë, u pëlqye shumë, mori duartrokitjet e publikut në teatrin Ariston, votën e jurisë së ekspertëve dhe të kritikës si edhe votën telefonike të publikut në shtëpi. Në fakt, 36 vjeçari i lindur në Fier, i bërë burrë dhe kantautor në Itali, meritoi çmimin e kritikës Mia Martini, si dhe u rendit i treti.

Ermal Meta fitoi, gjithashtu, edhe mbrëmjen që iu dedikua interpretimeve të këngëve që kanë bërë historinë e muzikës së lehtë italiane. Nuk mund të zgjidhte më mirë se “Amara terra mia” (e hidhura toka ime) e Domenico Modugnos, një himn për tokën, që Ermali ndien thellë në zemër dhe interpretoi aq bukur e me emocion sa nuk ishin të paktë ata që panë në këtë zgjedhje edhe një dëshirë të tij për t’i kënduar tokës së Shqipërisë së lënë vite më parë.

Një sukses vërtet i madh sanremez, ky i Ermalit, që sidoqoftë nuk është i papritur për kë njeh mirë muzikën e lehtë Itali. Merr pjesë në Sanremo për të katërtën herë: dy herët e para me grupet e tij, Ameba 4 (në vitin 2006) dhe La fame di Camilla (2010), ndërsa vitin e shkuar si solist në kategorinë e të rinjve. Edhe vjet spikati, kënga e tij “Odio le favole” (Urrej përrallat) u rendit e treta për kategorinë e të rinjve (më e votuara nga salla e shtypit).

Madje, gjatë karrierës së tij si solist, Ermal Meta, pas mbylljes së përvojës me grupet e tij, ka shkruar edhe për këngëtarë të mëdhenj italianë si Patty Pravo, Francesco Renga, Marco Mengoni, Giusy Ferreri, Emma, Chiara, Francesca Michielin, Francesco Sarcina, Lorenzo Fragola.

E pa u mbyllur akoma aventura e Sanremos, në dyqanet e disqeve në mbarë Italinë mbërrin albumi i tij i dytë si solist, që e mërr titullin nga kënga e prezantuar në festival. Përmban 9 këngë të reja, , një bashkëpunim të vyer dhe një dhuratë për publikun siç shpjegon vetë Ermal Meta në intervistën që na jep.

Shqiptari i Italisë: Ermal, vitin e shkuar pjesëmarrja në Sanremo mes të rinjve u mbyll me vendin e tretë, këtë vit u rendite i treti në kategorinë Big (i pari për jurinë e ekspertëve) dhe meritove çmimin Mia Martini. Gjithnjë e më mirë nga një festival në tjetrin…

Ermal Meta: “Kanë ndryshuar shumë gjëra nga viti i shkuar. Pjesëmarrja në kategorinë Big jep më shumë vizibilitet. Sigurisht që edhe kënga me të cilën merrja pjesë bashkë me Cover-in e zgjedhur kanë rolin e vet në sukses”.

Tekstet tuaja, të thella, prekëse, fjalët të zgjedhura me kujdes e asnjëherë bajate. Në këngën e fundit flisni për “buzëqeshje të vrara nga grushtet në fytyrë” për “sy të nxirë” që lënë të nënkuptohet një përvojë të hidhur… Çfarë ju frymëzon?

“Frymëzimi është në gjithçka që na rrethon. Mjafton të dish ta shohësh”.

Dhuna në familje është plagë që shpesh mbahet e fshehur, që lë shenja të thella tek viktimat, në të shumtën e rasteve gruaja e bijtë, ata bij që nesër do të bëhen prindër e që vetëm falë nënës mund të bëhen burra që nuk do t’u ngjajnë baballarëve. Si i shihni ju këto marrëdhënie familjare?

E si mund t’i shoh, në mos ashtu siç janë?! Të edukosh është shumë e rënësishme, të mos bindesh është akoma më shumë. Të mësosh të thuash “jo” mund të shpëtojë një jetë”.

Edhe zgjedhja e këngës për natën e tretë Amara terra mia di Domenico Modugno, u pëlqye shumë, aq sa ju fituat mbrëmjen dedikuar interpretimit të këngëve të të shkuarës. E kënduat me kaq emocion, në mënyrë kaq prekëse sa shumëkush mendoi menjëherë për statusin tuaj si italo-shqiptar. Shumë prej shqiptarëve të Italisë menduan se në njëfarë mënyre i kënduat edhe tokës së hidhur të Shqipërisë. Ç’mendoni për këtë kuptim që i jepet zgjedhjes suaj?

“Më pëlqen shumë. Sepse gjithkush është i lirë ta interpretojë si t’i pëlqejë më shumë. Është e bukura e muzikës! Terra e hidhur është ajo që shkelim çdo ditë duke e jetuar e jo duke ikur prej saj. Toka e hidhur janë lotët e një fëmije, të një nëne pa punë, të një babai të dëshpëruar. Toka e hidhur janë çastet e që ruajmë brenda vetes. Toka e hidhur është epoka jonë”.

Ermal, në festivale keni marrë pjesë në mënyr të ndryshme: me grupe, si solist por edhe virtualisht, me këngët e shkruara për të tjerë artistë. Mësoheni me emocionet e Festivalit, apo çdo herë është një emocion i ri?

“Emocioni nuk ndryshon asnjëherë, në disa raste. Si në Sanremo, që është skena më e madhe e muzikës së lehtë në Itali”.

Në fillim me Ameba 4, pastaj ju pamë në krye të grupit La fame di Camilla, tani solist. Çfarë ju shtyn të ndryshoni?

“Është kërkimi i lumturisë që më shtyn të ndryshoj. Secili prej nesh ka të drejtë të kërkojë lumturinë. Kur shoh që gjërat nuk ecin, e nis nga e para. Jam një punëtor i palodhur”.

Sapo ka dalë në treg albumi juaj i dytë si solist, një album i dyfishtë, në të vërtetë, pasi përmban edhe Umano të vitit të shkuar…

“Vietato Morire është një album me 9 këngë shumë të ndryshme njëra nga tjetra. Me këtë album kam dashur të pikturoj një tablo me shumë ngjyra, shumë aspekte.
Umano është thjesht një dhuratë që desha t’u bëj atyre që blejnë këtë album, të cilin, veç të tjerash e bën akoma më të vyer zëri i mrekullueshëm i një artisteje të madhe, Elisa”.

Multikulturalitet, racizëm, prapambetje politike. E nuk dua të flas për Dj Aniceto të tjerë si ai të mbetur mbrapa ndërsa Italia, bota ndryshon përditë. Do të dëshiroja një mendim tuajin mbi dy tema në veçanti:

Në Parma, në primariet e qendrës së majtë për kryebashkiakun - për të parën herë në Itali – ka edhe një kandidat italo-shqiptar. Është fjala për avokatin Gentian Alimadhi, i lindur në Fier edhe ai, një profesionist i vlerësuar, dhe goxha aktiv në komunitet.

“Më bëhet shumë qejfi dhe i uroj të bëjë më të mirën. Të them të vërtetën, nuk interesohem shumë për politikë”.

Tema e dytë ka të bëjë me brezat e dytë, që në të gjithë Italinë po protestojnë këto ditë për të nxitur Senatin të miratojë përfundimisht reformën e shtetësisë, që do t’u njihte fëmijëve të lindur dhe/ose të rritur në Itali shtetësinë italiane, reformë që në Dhomën e deputetëve është miratuar prej më shumë se një viti.

“Pse jo, duhet bërë. Sepse toka është e atyre që kujdesen për të e jo vetëm e atyre që kanë lindur mbi të. Pak a shumë, si me bijtë”.

Faleminderit Ermal dhe suksese!

Keti Bicoku, Shqiptariiitalise.com

In italiano: Ermal Meta, “alla ricerca della felicità”

 

 

È l'artista rivelazione dell’ultimo festival di Sanremo. Ha incantato tutti, sia con il suo brano Vietato Morire, dal testo profondo e toccante, sia con l’interpretazione emozionante di Amara terra mia di Modugno.
La sua chiave del sucesso? Saper trovare "l’ispirazione in tutto quel che ci circonda” ed essere “instancabile lavoratore alla ricerca della felicità”

Tra i cantanti che hanno segnato Sanremo 2017, è senz’altro Ermal Meta, che pur non essendo un nome molto noto per il largo pubblico, si è dimostrato un vero big del festival. La sua canzone Vietato morire, che tocca un tema quanto delicato tanto doloroso della società, come la violenza domestica, ma anche il valore dei rapporti interfamiliari, scritta di suo pugno, è piaciuto molto, ha avuto gli applausi del pubblico in sala, il voto della giuria degli esperti e della critica e anche il televoto degli telespettatori. Infatti, il 36enne, nato in Albania e divenato uomo e cantautore in Italia, si è meritato il premio Mia Martini della critica e il terzo posto del podio.

Ermal Meta è stato proclamato, inoltre, il vincitore della serata dedicata alle Cover. Non poteva scegliere meglio di Amara terra mia di Domenico Modugno, un inno alla terra, cantato semplicemente in modo incantevole, che non pochi hanno visto anche come un canto alla terra d’Albania lasciata tanti anni fa.

Un vero grande successo sanremese, quindi, per Ermal Meta, che comunque non è inaspettato per chi si occupa di musica leggera in Italia. Partecipa a Sanremo per la quarta volta: le prime due volte con i gruppi a cui faceva parte, Ameba 4 (2006) e La fame di Camilla (2010), mentre l’anno scorso da solista tra le nuove proposte. E già l’anno scorso, con Odio le favole, si è fatto notare meritandosi il terzo posto (il primo, per la sala stampa).

Ermal Meta durante la sua carriera da cantautore, una volta chiusa l’esperienza con i gruppi nel 2012, ha scritto tanti brani anche per altri grandi cantanti italiani, come Patty Pravo, Francesco Renga, Marco Mengoni, Giusy Ferreri, Emma, Chiara, Francesca Michielin, Francesco Sarcina, Lorenzo Fragola.

E senza ancora chiudere la bella avventura di Sanremo, arriva nei negozi di disci il suo secondo album da solista, al quale dà il nome la canzone del festival. Comprende 9 brani nuovi, una bellissima collaborazione e un regalo per il suo pubblico, come ci spiega nell’intervista che ci ha dato.

Shqiptari i Italisë: Ermal, l’anno scorso la partecipazione al Sanremo tra i giovani conclusa con il terzo posto, quest’anno terzo posto (il primo per i voti della giuria degli esperti) tra i big e premio della critica. Maturato, da un festival all’altro…

Ermal Meta: “Sono cambiate molte cose dall'anno scorso. La visibilità è maggiore nei Big e sicuramente la canzone in gara insieme alla cover hanno fatto la loro parte”.

I suoi testi, profondi e mai scontati. Nell’ultima canzone, Vietato morire, lei parla di “sorriso ferito dai pugni in faccia”, di “occhio nero”, che lasciano intuire un passato difficile… Che cosa la ispira?

“L'ispirazione è tutto intorno a noi. Basta saper guardare”.

La violenza domestica, che è una piaga che si tende tenere nascosta, lascia cicatrici in chi la subisce, spesso moglie e figli, quei figli che domani diventeranno padri e che se saranno diversi dai loro padri è specialmente per merito delle madri. Come vede questi rapporti familiari?

Come posso vederle se non nel modo in cui sono?! Educare è fondamentale, disobbedire lo è ancora di più. Imparare a dire “no” può salvare una vita.

Anche la scelta della canzone per la serata delle Cover, Amara terra mia di Modugno, è stata apprezzata molto, tant’è vero che lei vinse quella serata. L’ha cantato con tale trasporto, in modo tanto toccante, che in tanti hanno pensato al suo status di italo-albanese. In tanti, tra gli albanesi d’Italia, hanno pensato che ha cantato anche all’amara terra dell’Albania. C’è del vero in questo? Le piace questa lettura della sua scelta?

Mi piace molto perché ognuno è libero di interpretare come più gli piace. È questo il bello della musica! La terra amara è quella che calpestiamo ogni giorno vivendoci e non solo andando via da essa. La terra amara sono le lacrime di un bambino affamato, di una madre senza lavoro, di un padre disperato. La terra amara sono i momenti che abbiamo dentro. La terra è il nostro tempo.

Inoltre, ai festival di Sanremo ha partecipato in diversi modi, in gruppo, da solista, ma anche virtualmente con le canzoni scritte per altri cantanti). Ci si abitua, o è sempre un’emozione nuova?

L'emozione non cambia mai in certi casi. È il palco più grande d'Italia...

Prima con Ameba 4, poi con La fame di Camilla e gli ultimi anni da solista. Cosa la spinge a cambiare?

Mi spinge a cambiare la ricerca della felicità. Ognuno di noi ne ha il diritto. Quando vedo che le cose non funzionano io le rifaccio da capo. Sono un lavoratore instancabile.

È appena uscito il suo secondo album da solista, in verità un doppio album poiché comprende anche Umano dell’anno scorso...

“Vietato Morire è un album di 9 canzoni completamente diverse fra loro. Ho voluto dipingere un quadro diverso, con molti colori, molte sfaccettature.
Umano è semplicemente un regalo che ho voluto fare a chi acquista questo album che è impreziosito inoltre dalla splendida voce di Elisa, grande artista”. 

Multiculturalità, razzismo e inadeguatezza politica, e non vorrei parlare di Dj Aniceto e altri come lui, rimasti indietro nel tempo mentre l’Italia, il mondo cambia. Vorrei sapere come la pensa su due temi in particolare:

A Parma, alle primarie del centro sinistra per il sindaco - per la prima volta in Italia - c’è un candidato italo-albanese, di Fier per l’esatezza. Si tratta dell’avvocato Gentian Alimadhi, stimato professionista, molto attivo nella vita della comunità.

“La cosa mi fa molto piacere e gli auguro di fare bene. Io mi interesso poco di politica a dire il vero”.

Il secondo, riguarda le seconde generazioni, che in tutta l’Italia stanno manifestando in piazza per sollecitare il Senato a approvare definitivamente la riforma della cittadinanza, che riconoscerebbe a chi nasce e/o cresce in Italia la cittadinanza, riforma passata alla Camera già oltre un anno fa.

“Sarebbe anche ora dato che la terra è di chi se ne prende cura e non solo di chi vi nasce sopra. Un po' come con i figli”.

Grazie Ermal!

Keti Bicoku, Shqiptariiitalise.com

Në shqip: Ermal Meta: “Në kërkim të lumturisë”

 

 

Per gli albanesi d'Italia, Ermal è il migliore, è lui il loro vincitore, l’eroe di questi giorni del quale dicono orgogliosi: “È mio connazionale"

Cala il sipario sull’evento canoro più importante della musica italiana che ha visto vincitore il cantautore toscano Francesco Gabbani con il brano Occidentali's Karma. Sul podio insieme a lui anche Fiorella Mannoia ed Ermal Meta. Quest’ultimo, non solo per la sua indiscutibile ma anche per le sue origini, ha fatto sì che Sanremo 2017 venisse seguito con particolare attenzione e entusiasmo da tanti e tanti albanesi d’Italia, anche da quelli a cui il festival non piace particolarmente. Ermal Meta, classe 1981, con la sua bella voce, i suo bei pezzi portati sul palco, ha ripagato tutti per il grande interesse nei suoi confronti. Cantando in modo incantevole e meritandosi due premi importanti e prestigiosi e la salita al terzo posto del podio.

Con l’interpretazione di “Amara terra mia” di Modugno, - per il suo vissuto, Ermal non poteva scegliere di meglio, e questa scelta viene capita e premiata dal largo pubblico - strega tutti e si aggiudica il premio della terza serata, il premio Cover. L’ultima notte di Sanremo 2017, in tanti sperano (anzi, tanti convinti) di vederlo vincitore del Festival, ma non va a finire proprio così. La sua canzone “Vietato morire”, che tocca un punto dolente della società com’è la violenza domestica, piace molto, al pubblico e alla critica. Tanto che rappresentanti di quest’ultima decidono di assegnare il premio Mia Martini.

Tantissime le parole di incoraggiamento, di stima e di complimenti, che gli amatori della musica e i suoi connazionali, hanno scritto questi 5 giorni del festival nei suoi confronti. Per gli albanesi, inutile dirlo, Ermal è il migliore, è lui il loro vincitore, l’eroe di questi giorni del quale dicono orgogliosi: “È albanese come me”.

Grande Ermal Meta, merita la vittoria finale e tanto successo. Canzone meravigliosa, coinvolgente, toccante, con un testo d'importanza assoluta. Senza contare la cover di Giovedì sera, un pezzo difficilissimo dell'immenso Modugno, interpretato in modo sublime. Un percorso sanremese impeccabile, fatto in punta di piedi, lasciando spazio solo al talento e alle emozioni della musica”, “Sei l'orgoglio di noi albanesi all'estero. Bravo e vai avanti così mi raccomando. Un abbraccio dal ticino in Svizzera”, “Bravo Ermal Meta jemi shum krenar per ty suksese suksese dhe vetem suksese” (tradotto in italiano: Bravo Ermal Meta! “Siamo molto fieri di te! Ti auguriamo sucessi, successi e soltanto successi), “In bocca al lupo Ermal !!! Ti meriti proprio tutto ,ci regali sempre delle emozioni indimenticabili con le tue canzoni e con la tua voce !! Per me tu hai già vinto ,ti portiamo sempre nel cuore!!!”, “Tu hai già vinto. Voce e testo meravigliosi”, “Orgoglio nazionale, interpretazione da brividi, sei meraviglioso”, “Bravissimo! Hai onorato te stesso, la famiglia e l’Albania intera!”. Migliaia di commenti come questi trovi nei social network, sotto ogni post, foto oppure video con protagonista Ermal Meta.

Unendosi anche noi al coro delle congratulazioni, gli auguriamo che questo sia soltanto l’inizio di una lunghissima carriera.

K.B./Shqiptariiitalise.com

“Për tri minutat magjike të këngës së kënduar nga Ermal Meta jetuam në një botë pa kufij e pasaporta”

Romë, 11 shkurt 2017 – Ashtu si mijëra vetë të komunitetit të madh të shqiptarëve në Itali, edhe Kledi Kadiu është i lumtur për pjesëmarrjen e Ermal Metës në Sanremo dhe suksesin e korrur prej tij me çmimin Cover për ri-interpretimin e “Amara terra mia” të Modugno-s.

Balerini më i njohur shqiptar në Itali në një intervistë të dhënë Davide Di Santo-s për të përditshmen Il Tempo, thotë se në suksesin e Metës, që ka njohur personalisht verën e shkuar, gjen të reflektuar edhe pak prej historisë së tij.

Jeni i gëzuar për suksesin e Ermal Metës?

“Jashtëzakonisht. Gjej veten në të, në emocionet që besoj se po përjeton. Por jam shumë i gëzuar për të edhe pse është shqiptar si unë”.

Kënga flet pikërisht për emigrantë.

“Tregoi pjekuri të madhe. Kënga flet për njerëz të detyruar të lënë vendin e tyre, dhe përvoja që ka Meta e bëri më të vërtetë e më të natyrshëm interpretimin e tij”.

Sot debatohet shumë rreth ShBA-së, Evropës dhe terrorizmit.

“Moslejimi i hyrjeve nga vendet myslimane i vendosur nga presidenti Trump nuk është sinjal i mirë.  E vërteta është se përditshmëria e njerëzve shpesh bie ndesh me zgjedhjet e politikavëve. Parmbrëmë për tri minutat magjike të këngës, jetuam në një botë pa kufij e pasaporta. Italianët vetë kanë qenë emigrantë, por të tillë jemi të gjithë, përpjekja për një jetë më të mirë është në natyrën e njeriut. Vetë Amerikën e bënë migrantët që të gjithë së bashku ndihmuan në ndërtimin e vendit të lirisë”.

Çfarë ju mungon nga Shqipëria?

“Gjithçka që lidhet me fëmijërinë time. Familja, miqtë, mësuesit. Këtu erdha 17 vjeç, pas akademisë së baletit. Shqiptarët ishin të parët, në 1991-shin, përmes të cilëve italianët njohën imigracionnin. Nuk ia mbathnim nga ndonjë luftë, por kërkonin lirinë. Tani njerëzit largohen nga vendlindja për një sërë arsyesh nga më të ndryshmet”.

Për t’iu kthyer festivalit, ç’ju pëlqen prej tij?

“Më pëlqen Fabrizio Moro dhe Fiorella Mannoia. Por mbi të gjithë Maria De Filippi. Është shumë e zonja edhe në rolin sanremez. Forca e saj është se di të përcjellë natyrshmëri dhe thjeshtësi”.

Mund të mos jeni i paanë, por a nuk ju duket se në Sanremo ka shumë këngëtarë që vijnë prej talent show?

“Ka të rinj që vijnë nga Amici e X Factor që përballen me Al Bano-n dhe Mannoia-n. Shumë mirë që ndodh kështu, Festivali ndryshon me vitet e është normale që të shkojë drejt shijeve të publikut”.

 

Con una straordinaria interpretazione della Amara terra mia di Domenico Modugno, Ermal Meta vince il premio Cover di Sanremo 2017

Roma, 10 febbraio 2017 - La mezzanotte è passata da un bel po’ quando a Sanremo viene incoronato il vincitore della serata delle cover. Senza troppe sorprese, il migliore viene decretato Ermal Meta, ormai al suo quarto Festival, che per questa terza serata dedicata alle cover, ha scelto di interpretare Amara Terra mia di Modugno. Un bellissimo pezzo cantato meraviglosamente da Ermal, molto emozionato. “Non ricordo quando è stata la prima volta che ho ascoltato questa canzone, ma ricordo lucidamente che mi regalò immediatamente un’emozione fortissima. – spiega la sua scelta Ermal nel sito Spettakolo.it – Forse non è tra i brani più noti di Modugno, ma a mio avviso è uno dei più belli in assoluto. L’ho scelta perché parla di distacco, di lontananza, racconta la sofferenza di chi è stato costretto ad andare via e celebra la voglia di tornare. È un sentimento molto simile all’amore, quando si verifica un distacco dalla propria amata”.

Distacco, sofferenza di lontananza, sentimenti che forse ha provato in prima persona quando era bambino, quando da Fier si trasferì a Bari. Sentimenti che provano milioni di emigrati che vivono molto lontano dalla terra dove sono nati. E non solo loro.

Ogni volta che la canto non posso fare a meno di pensare a tutte quelle persone che hanno subito immensi disagi a causa del terremoto e dei guai causati dal maltempo. – continua Ermal – Se ci pensate, anche loro hanno dovuto subire una forma di emigrazione forzata, magari a soli cento chilometri dalla loro abitazione abituale, ma comunque con tutti i disagi che comporta un fatto del genere. Insomma, cantando Amara terra mia vorrei omaggiare quelle decine di migliaia di persone che in pochi secondi si sono visti crollare il mondo attorno. Purtroppo in senso letterale”.

Ed Ermal ha interpretato in modo così toccante che ha incantato tutti, ma proprio tutti. È stato applaudissimo all’Ariston e in sala stampa, si è meritato i complimenti della moglie di Modugno che gli ha telefonato dopo l’esibizione, è stato inondato di post di stima e complimenti sui social network per tutta la serata, tanto che #ErmalMeta è stato per alcune ore uno dei 10 argomenti più seguiti su Twitter.

“Come sfidare il mito di Domenico Modugno e lasciare tutti a bocca aperta: il miracolo di Ermal Meta due voci in una #ermalmeta #Sanremo2017”; “ErmalMeta #AmaraTerraMia Non dimenticherò facilmente la magia di questa serata”; “È inutile...#ErmalMeta non ha rivali...emozioni..solo emozioni”; “#ErmalMeta è un universo da scoprire, e finalmente ve ne state rendendo conto #Sanremo2017”; “Se andate a leggere i brani scritti da #ErmalMeta, scoprite che ha scritto per la metà dei big di #sanremo2017”; “Non poteva non vincere! #ErmalMeta è stato Unico. Nessuno lo meritava più di Lui”; “#ErmalMeta è stato meraviglioso. Mi domando perché non l'abbia scoperto prima”; “#ermalmeta penso sia il primo cantante italiano che ho voglia di ascoltare ancora e ancora, è magnifico.”; “Per me #sanremo2017 serata cover finisce con la meraviglia di #ermalmeta. Meta Ermal unico!”; “#sanremo2017 fa diventare grande #ermalmeta, lui che ha scritto per i grandi, facendoli grandi. Oggi il suo riscatto che cercava da tempo”; “Bellissima interpretazione, degna di un artista che sicuramente diventerà un pilastro futuro della musica italiana. Meritatissimo”; “Vera sorpresa di questo Sanremo.. ragazzo capace, diretto... emozionante. Grande!”; “Ermal Meta ma che voce, mamma mia! Modugno sarebbe orgoglioso!”; “Ho avuto paura che l'Italia non ti meritasse... Meravigliosamente sorpreso!”.

Sono di questo tenore la stramaggioranza degli innumerevoli commenti su Ermal nei social network. Qualcuno scherza prendendo in giro razzisti e populisti con le stesse loro parole: “Chi glielo dice a #Salvini che la serata #cover l'ha vinto #ermalmeta. E non ha portato nemmeno una laurea. #sanremo2017” oppure “Vince Ermal Meta. VENGONO QUI A RUBARCI LE NOSTRE COVER!”.

Sulla terza serata è calato il sipario, ma il festival continua. Ermal porta in finale la sua canzone “Vietato morire”, che dà il titolo anche al suo ultimo album, in vendita da oggi in tutti i negozi di dischi.

La canzone è molto apprezzata dal pubblico e critica, specialmente per il testo toccante, che denuncia la violenza domestica che provoca grande sofferenza fisica e dell'anima nelle vittime, spesso donne e bambini. Ma "ricorda di disobbedire/ perché è vietato morire/ vietato morire" si conclude la canzone incitando a non cedere alla violenza di chi vuole sopraffare il prossimo. (Il testo integrale in fondo all’articolo)

Chissà se sabato vedremo avvererarsi le parole di un’ammiratrice di Ermal scritte oggi su Twitter: “Secondo me #ermalmeta farà doppietta: Cover + festival #sanremo2017”. Lo auguriamo con tutto il cuore.

Keti Bicoku, Shqiptariiitalise.com

Testo VIETATO MORIRE

Ricordo quegli occhi pieni di vita
E il tuo sorriso ferito dai pugni in faccia
Ricoro la notte con poche luci
Ma almeno là fuori non c’erano i lupi
Ricordo il primo giorno di scuola
29 bambini e la maestra Margherita
Tutti mi chiedevano in coro
Come mai avessi un occhio nero
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
E la paura frantumava i pensieri
Che alle ossa ci pensavano gli altri
E la fatica che hai dovuto fare
Da un libro di odio ad insegnarmi l’amore
Hai smesso di sognare per farmi sognare
Le tue parole sono adesso una canzone
Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L’uomo che tu diventerai
Non sarà mai più grande dell’amore che dai
Non ho dimenticato l’istante
In cui mi sono fatto grande
Per difenderti da quelle mani
Anche se portavo i pantaloncini
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
Ma la magia era finita
Restava solo da prendere a morsi la vita
Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L’uomo che tu diventerai
Non sarà mai più grande dell’amore che dai
Lo sai che una ferita si chiude e dentro non si vede
Che cosa ti aspettavi da grande, non è tardi per ricominciare
E scegli una strada diversa e ricorda che l’amore non è violenza
Ricorda di disobbedire e ricorda che è vietato morire, vietato morire
Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l’amore non ti spara in faccia mai
Figlio mio ricorda bene che
La vita che avrai
Non sarà mai distante dell’amore che dai.
Ricorda di disobbedire
Perché è vietato morire
Ricorda di disobbedire
Perché è vietato morire
Perché è vietato morire
Vietato morire!

Në Itali nga viti 1995, sot ka një ndërmarrje ndërtimi me 15 të punësuar në Nocera Umbria, e para që është futur në regjistrin e sipërmarrjeve antimafie të ministrisë së Brendshme

Romë, 30 janar 2017 – Historia e Agim Memollës që jep sot e përditshmja Il sole 24 ore, është një prej atyre të bukurave, që tregojnë që me punë e vullnet mund të arrihet gjithçka, edhe kur e nis nga zeroja në një vend të huaj e mes njëmijë vështirësish.

41-vjeçari Memolla erdhi në Itali me një karakatinë deti kur akoma nuk kishte mbushur 19 vjeç, në vitin 1994. Sot ka një ndërmarrje të tijën me 15 punonjës, Memolla Group s.r.l. në Nocera Umbra që është ndër të parat e angazhuara në rindërtimin e zonave të Italisë Qendrore të shkatërruara nga tërmetet e fundit. Sipas Il sole 24 ore, sipërmarrja e Agim Memollës është e para e përfshirë në regjistrin e posaçëm antimafia pranë ministrisë së Brendshme, të ngritur për “garantimin e legalitetit të rindërtimit të territoreve të goditura nga tërmetet” siç deklarohet në prtalin e Viminales. “Nisa kërkesën më 1 dhjetor dhe më 2 janar më erdhi përgjigjja pozitive” tregon vetë Agimi për gazetën italiane.

Agim Memolla ka ardhur në Itali në vitin 1994, e kanë kapur, e kanë nisur mbrapsht, por ai ka ardhur sërish menjëherë. “Nisa të punoja, natyrisht në të zezë. – thotë Agimi – Me një prej sanatoreve të viteve ’90 u pajisa me dokumente qëndrimi dhe u punësova me kontratë të rregullt në një ndërmarrje ndërtimi”.

Kur tashmë është ambientuar në Nocera Umbra, mbërrin tërmeti i vitit 1997, që veç fatkeqësive krijon edhe mundësi të reja pune. “Hapa në fillim një ndërmarrje individuale e pak nga pak punët illuan të më ecnin mirë e m’u desh të punësoja të tjerë. Sot kam një ndërmarrje me përgjegjësi të kufizuar me 15 punonjës. Jam i lumtur për atë që kam arritur” vazhdon rrëfimin Agimi.  

Ndërmarrja e tij ka nisur menjëherë pas tërmeteve të vjeshtës së shkuar ndërhyrjet urgjente në zonën e goditur. Ka sistemuar një shkollë në Cascia të dëmtuar nga tërmeti i 30 tetorit, ka kantiere të hapura në rindërtimin e Aquilas dhe tani, me futjen në regjistrin antimafia, është gati të marrë pjesë në rindërtimin e mirëfilltë publik e privat të zonave të dëmtuara.

Artikulli në origjinal: La storia di Agim Memolla: da profugo albanese a imprenditore in prima fila nel cratere del Centro Italia

 

Arrivati, spesso, stippati in vecchie navi e angusti gommoni, tra mille difficoltà e tanti pregiudizi, gli albanesi d’Italia ce l’hanno fatta. Tante, tantissime, sono le loro storie di successo che si possono contare.
Oggi, dopo un quarto di secolo, gli albanesi rappresentano la seconda comunità straniera più grande in Italia, integrata molto bene nel tessuto sociale e lavorativo.
Di loro ha parlato ultimamente Presa Diretta, programma di approfondimento giornalistico di Rai 3, andato in onda lunedì scorso. L’ha fatto con l’inchiesta "Che fine hanno fatto gli albanesi?” di Liza Boschin che ha incontrato alcuni albanesi che vivono in Italia e altri che in Italia sono cresciuti professionalmente per poi tornare a lavorare in Albania.

Guarda qui "Che fine hanno fatto gli albanesi?":