Ermal Meta, “alla ricerca della felicità” - Shqiptari i Italisë

Shqiptarë të Italisë
È l'artista rivelazione dell’ultimo festival di Sanremo. Ha incantato tutti, sia con il suo brano Vietato Morire, dal testo profondo e toccante, sia con l’interpretazione emozionante di Amara terra mia di Modugno.
La sua chiave del sucesso? Saper trovare "l’ispirazione in tutto quel che ci circonda” ed essere “instancabile lavoratore alla ricerca della felicità”

Tra i cantanti che hanno segnato Sanremo 2017, è senz’altro Ermal Meta, che pur non essendo un nome molto noto per il largo pubblico, si è dimostrato un vero big del festival. La sua canzone Vietato morire, che tocca un tema quanto delicato tanto doloroso della società, come la violenza domestica, ma anche il valore dei rapporti interfamiliari, scritta di suo pugno, è piaciuto molto, ha avuto gli applausi del pubblico in sala, il voto della giuria degli esperti e della critica e anche il televoto degli telespettatori. Infatti, il 36enne, nato in Albania e divenato uomo e cantautore in Italia, si è meritato il premio Mia Martini della critica e il terzo posto del podio.

Ermal Meta è stato proclamato, inoltre, il vincitore della serata dedicata alle Cover. Non poteva scegliere meglio di Amara terra mia di Domenico Modugno, un inno alla terra, cantato semplicemente in modo incantevole, che non pochi hanno visto anche come un canto alla terra d’Albania lasciata tanti anni fa.

Un vero grande successo sanremese, quindi, per Ermal Meta, che comunque non è inaspettato per chi si occupa di musica leggera in Italia. Partecipa a Sanremo per la quarta volta: le prime due volte con i gruppi a cui faceva parte, Ameba 4 (2006) e La fame di Camilla (2010), mentre l’anno scorso da solista tra le nuove proposte. E già l’anno scorso, con Odio le favole, si è fatto notare meritandosi il terzo posto (il primo, per la sala stampa).

Ermal Meta durante la sua carriera da cantautore, una volta chiusa l’esperienza con i gruppi nel 2012, ha scritto tanti brani anche per altri grandi cantanti italiani, come Patty Pravo, Francesco Renga, Marco Mengoni, Giusy Ferreri, Emma, Chiara, Francesca Michielin, Francesco Sarcina, Lorenzo Fragola.

E senza ancora chiudere la bella avventura di Sanremo, arriva nei negozi di disci il suo secondo album da solista, al quale dà il nome la canzone del festival. Comprende 9 brani nuovi, una bellissima collaborazione e un regalo per il suo pubblico, come ci spiega nell’intervista che ci ha dato.

Shqiptari i Italisë: Ermal, l’anno scorso la partecipazione al Sanremo tra i giovani conclusa con il terzo posto, quest’anno terzo posto (il primo per i voti della giuria degli esperti) tra i big e premio della critica. Maturato, da un festival all’altro…

Ermal Meta: “Sono cambiate molte cose dall'anno scorso. La visibilità è maggiore nei Big e sicuramente la canzone in gara insieme alla cover hanno fatto la loro parte”.

I suoi testi, profondi e mai scontati. Nell’ultima canzone, Vietato morire, lei parla di “sorriso ferito dai pugni in faccia”, di “occhio nero”, che lasciano intuire un passato difficile… Che cosa la ispira?

“L'ispirazione è tutto intorno a noi. Basta saper guardare”.

La violenza domestica, che è una piaga che si tende tenere nascosta, lascia cicatrici in chi la subisce, spesso moglie e figli, quei figli che domani diventeranno padri e che se saranno diversi dai loro padri è specialmente per merito delle madri. Come vede questi rapporti familiari?

Come posso vederle se non nel modo in cui sono?! Educare è fondamentale, disobbedire lo è ancora di più. Imparare a dire “no” può salvare una vita.

Anche la scelta della canzone per la serata delle Cover, Amara terra mia di Modugno, è stata apprezzata molto, tant’è vero che lei vinse quella serata. L’ha cantato con tale trasporto, in modo tanto toccante, che in tanti hanno pensato al suo status di italo-albanese. In tanti, tra gli albanesi d’Italia, hanno pensato che ha cantato anche all’amara terra dell’Albania. C’è del vero in questo? Le piace questa lettura della sua scelta?

Mi piace molto perché ognuno è libero di interpretare come più gli piace. È questo il bello della musica! La terra amara è quella che calpestiamo ogni giorno vivendoci e non solo andando via da essa. La terra amara sono le lacrime di un bambino affamato, di una madre senza lavoro, di un padre disperato. La terra amara sono i momenti che abbiamo dentro. La terra è il nostro tempo.

Inoltre, ai festival di Sanremo ha partecipato in diversi modi, in gruppo, da solista, ma anche virtualmente con le canzoni scritte per altri cantanti). Ci si abitua, o è sempre un’emozione nuova?

L'emozione non cambia mai in certi casi. È il palco più grande d'Italia...

Prima con Ameba 4, poi con La fame di Camilla e gli ultimi anni da solista. Cosa la spinge a cambiare?

Mi spinge a cambiare la ricerca della felicità. Ognuno di noi ne ha il diritto. Quando vedo che le cose non funzionano io le rifaccio da capo. Sono un lavoratore instancabile.

È appena uscito il suo secondo album da solista, in verità un doppio album poiché comprende anche Umano dell’anno scorso...

“Vietato Morire è un album di 9 canzoni completamente diverse fra loro. Ho voluto dipingere un quadro diverso, con molti colori, molte sfaccettature.
Umano è semplicemente un regalo che ho voluto fare a chi acquista questo album che è impreziosito inoltre dalla splendida voce di Elisa, grande artista”. 

Multiculturalità, razzismo e inadeguatezza politica, e non vorrei parlare di Dj Aniceto e altri come lui, rimasti indietro nel tempo mentre l’Italia, il mondo cambia. Vorrei sapere come la pensa su due temi in particolare:

A Parma, alle primarie del centro sinistra per il sindaco - per la prima volta in Italia - c’è un candidato italo-albanese, di Fier per l’esatezza. Si tratta dell’avvocato Gentian Alimadhi, stimato professionista, molto attivo nella vita della comunità.

“La cosa mi fa molto piacere e gli auguro di fare bene. Io mi interesso poco di politica a dire il vero”.

Il secondo, riguarda le seconde generazioni, che in tutta l’Italia stanno manifestando in piazza per sollecitare il Senato a approvare definitivamente la riforma della cittadinanza, che riconoscerebbe a chi nasce e/o cresce in Italia la cittadinanza, riforma passata alla Camera già oltre un anno fa.

“Sarebbe anche ora dato che la terra è di chi se ne prende cura e non solo di chi vi nasce sopra. Un po' come con i figli”.

Grazie Ermal!

Keti Bicoku, Shqiptariiitalise.com

Në shqip: Ermal Meta: “Në kërkim të lumturisë”