Livia Turco: “Onore alla comunità albanese per la piena integrazione nel tessuto italiano” - Shqiptari i Italisë

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Riflessioni di Livia Turco, che di immigrazione e integrazione si è occupata tanto durante la sua carriera politica. Auspica che le candidature di tanti nuovi cittadini di origini albanesi ad altre "siano solo l’inizio", che "in un futuro prossimo non si faccia caso se un candidato è nato italiano o ha origini straniere, ma si discuta solo di persone e di programmi"

 

Livia Turco, esponente PD, ex parlamentare in diverse legislature, due volte Ministro della Repubblica (della Solidarietà sociale e della Salute), di immigrazione e integrazione si è occupata tanto durante la sua carriera politica. Tiene anche il suo nome il primo Testo Unico per l’Immigrazione (Turco-Napolitano) ed è stata lei a fondare e dirigere per anni il Forum Immigrazione del Partito Democratico. 

Quando le si parla della comunità albanese in Italia si commuove fino alle lacrime, ricordando la fine degli anni ’90 quando erano gli albanesi che prendevano le carrette del mare per arrivare in Italia, ricordando i suoi viaggi in Albania per la realizzazione di progetti sociali messi in atto dall’allora governo Prodi in cooperazione con il governo di Tirana. 

Oggi discutendo con lei sulla partecipazione di tantissimi albanesi alle prossime elezioni, esclama felice: “Saluto con molto favore questo fatto, era ora!”. 

“Essere candidati, è dimostrazione del forte radicamento degli albanesi in Italia – spiega – Onore ad una comunità di lunga presenza che ha saputo inserirsi benissimo nel tessuto sociale ed economico, nel pieno rispetto dei nostri valori conservando con fierezza le radici”. 

“Sono io che ringrazio non solo la comunità – continua – ma il popolo intero per i suoi figli che da anni danno il loro contributo in questo paese e oggi, pienamente inseriti, si candidano mettendosi a servizio di tutti”.

“Dall’altra parte, in questi tempi, i candidati di origine albanese e non solo, sono l’esempio che l’inclusione è la strada per costruire la convivenza. L’odio e la divisione non possono favorire l’integrazione e non aiutano affatto a vivere meglio ne gli italiani e tanto meno gli immigrati”. 

Lei ha sempre a cuore il nostro paese…

“Parlando dell’Albania, mi emoziono sempre. Mi vengono in mente dei ricordi bellissimi quando da ministro della Solidarietà Sociale del Governo Prodi viaggiavo spesso nel vostro paese con delle ONG italiane e albanesi per portare avanti dei progetti sociali di cooperazione. E proprio con l’Albania si è stretto il primo vero e unico accordo bilaterale che ha fermato i flussi e le morti nel Adriatico. Ecco, che sia un esempio anche per chi prende le decisioni oggi: solo con la cooperazione e il dialogo con gli altri paesi si può arrivare a ottenere risultati nel contrastare la migrazione clandestina”. 

Nelle file del PD ci sono candidati di origine non italiana anche per le europee, come Geri Ballo, per esempio, giovane donna italo-albanese. Cosa porteranno in Europa? 

“Posso dire con convinzione che Ballo e tutti i nuovi cittadini come lei porteranno in Europa un segnale su come si fa la politica, che se è giusta porta all’inclusione piena dei nuovi cittadini che arricchiscono i paesi e l’Unione intera di nuove culture e vissuti”. 

Sempre in prima linea quando si tratta dei diritti delle donne, le fa piacere se le dico che tra i candidati di origine albanesi ci sono tante donne. 

“La partecipazione delle donne in politica è un fatto positivo, e dico di più, non mi stupisce l’alta partecipazione di donne di origine albanesi o altre. Le donne sono forti e le migranti ancora di più, hanno alle spalle un vissuto forte che messo al servizio della comunità, una volta elette, possono solo migliorare la società”. 

“Auguro che da queste elezioni escano vincitori più nuovi italiani possibili, auguro che vengano elette quante più donne, cominciando da Geri Ballo”. 

“Infine – conclude Livia Turco – mi auguro che questo sia solo l’inizio di una partecipazione sempre più corposa di cittadini italiani di origine straniera. Mi auguro che in un futuro prossimo non ci si faccia caso se un candidato è nato italiano o ha origini straniere, ma si discuta solo di persone e di programmi”. 

K.B./Shqiptari i Italisë
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