Tassa sui pemessi di soggiorno di nuovo in vita - Shqiptari i Italisë

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Da oggi, in vigore i nuovi importi della tassa sui permessi di soggiorno, cancellata l’anno scorso da diverse sentenze che la consideravano sproporzionata. Adesso si paga 40, 50 oppure 100 euro a seconda della durata del permesso

Roma, 9 giugno 2017 – Alla fine il governo prende una decisione sulla tassa (chiamato sempre “contributo”, però) sul rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno considerata illegittima, in quanto sproporzionata e d’ostacolo ai diritti degli immigrati, prima dalla Corte Europea della Giustizia poi dal TAR di Lazio e alla fine pure dal Consiglio di Stato che il 26 ottobre aveva respinto il ricorso del Governo contro la decisione del TAR.

Nella Gazzetta Ufficiale di ieri è stato pubblicato un decreto del ministero dell’Economia e delle Finanza, in concorso con il ministero del’Interno del 5 maggio 2017 sulla Modifica del decreto 6 ottobre 2011 relativo agli importi del contributo per il rilascio del permesso di soggiorno” con il quale si determinano i nuovi importi della tassa. Tenendo parzialmente presente le sentenze che cancellarono il contributo, il Governo decide di ridurre notevolmente gli importi fino a dimezzarli, mantenendoli comunque diverse volte più alti dei 5 euro del contributo che si paga per la carta d’identità che i giudici consideravano valido punto di riferimento anche per la misura del contributo sui permessi.

“La misura del contributo per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno a carico dello straniero di eta' superiore ad anni diciotto – si legge nel decreto – è determinata come segue: 40,00 € per i permessi di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari a un anno; 50,00 € per i permessi di soggiorno di durata superiore a un anno e inferiore o pari a due anni; 100,00 € per il rilascio del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e per i dirigenti e i lavoratori specializzati richiedenti il permesso di soggiorno ai sensi degli articoli 27, comma 1, lettera a), 27-quinquies, comma 1, lettere a) e b) e 27-sexies, comma 2 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni e integrazioni».

Ricordano tutti che fino all’anno scorso gli importi di questa tassa erano 80, 100 e 200 € a seconda della durata del documento che si chiedeva.
In parole povere, da oggi, chi chiede il rilascio oppure il rinnovo del permesso di soggiorno, oltre ai 30 € per il servizio postale, i 16 € della marca da bollo e i 30,46 € della stampa del documento digitale dovrà sborsare altri 40, 50 oppure 100 €, a seconda della durata del documento che si richiede.

Un altro dettaglio che cambia con questo decreto ha a che fare con l’uso che si dovrebbe fare del contributo. Prima, 40% andava alle attività di Ordine pubblico e Sicurezza» di competenza del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ed il restante 60%, metà alle attività di competenza degli Sportelli unici e l’altra metà 0% alle attività per “Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti” di competenza del Dipartimento per le Libertà civili e l'immigrazione per l'attuazione del Regolamento sull'Accordo di integrazione.

Con il nuovo decreto le cose si invertono: solo 40% andrà a sportelli unici e alla missione per “Immigrazione, accoglienza e garanzia dei diritti” finalizzate alle attività istruttorie inerenti al rilascio e al rinnovo del permesso di soggiorno. La maggior parte del contributo (60%) pagato dai cittadini regolari alla richiesta di rilascio o rinnovo dei documenti di soggiorno andrà alla missione «Ordine pubblico e Sicurezza» di competenza del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

L’unica nota positiva, oltre all'aggiunta tra i casi di esonero dalla tassa anche le richieste del duplicato del permesso di soggiorno, è il fatto che con questo decreto, che ha stabilito le cifre giuste da pagare, si potrebbe fare la differenza con quanto versato dagli immigrati e restituire il maltolto. Almeno così prometeva mesi fa il ministero dell’Interno.

Keti Biçoku
Qui il testo del decreto che riporta in vita la tassa sui permessi di soggiorno
Quanto costa ora il permesso di soggiorno?
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